SNAM: dov’è la politica?

La politica è la grande assente della vicenda Snam. Da lungo tempo stiamo sollecitando i nostri rappresentanti istituzionali ad adoperarsi per avere incontri con i Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico per poter portare ai massimi livelli le sacrosante ragioni del nostro territorio ma la risposta è sempre la stessa : “vedremo, faremo… vedremo, faremo”.

Francamente siamo stufi dei comunicati stampa di solidarietà che non servono a niente se non a mettersi qualche finta medaglia. Così come siamo stufi di sentirci dire che si è fatto il proprio dovere perché sono stati presentati ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Ci mancherebbe che non fosse così, dopo tutte le delibere di contrarietà votate alla unanimità!

Le due sentenze del Consiglio di Stato sono uno schiaffo ai diritti di un intero territorio. Che senso ha dire che ”la sovranità appartiene al popolo” quando ciò che il popolo ha deciso, attraverso tutti i propri rappresentanti ad ogni livello (Comuni, Provincia, Regione, Parlamento) non conta nulla?

Che la centrale e il metanodotto non servono assolutamente a niente se non a far fare soldi alla Snam lo sanno ormai anche le pietre. Altro che “opere strategiche”! Il gas non ha futuro, e lo sanno bene le grandi multinazionali del settore che si stanno attrezzando per riconvertirsi verso altre fonti energetiche come l’idrogeno.

E’ di questi giorni la notizia che Gazprom, il colosso energetico russo e maggior fornitore di gas all’Unione Europea, è in profondo rosso. Nel primo trimestre di quest’anno ha perso 1,4 miliardi di euro, e il coronavirus c’entra poco. Il fatto è che il gas si consuma sempre di meno e questa, ormai, è una tendenza irreversibile.

Tutte queste cose le sanno bene la Snam e i governanti che gli reggono il sacco. Il guadagno non è tanto nella rivendita del gas ma nell’intascare i soldi per la costruzione delle opere. Tanto le pagano l’Europa e noi cittadini attraverso la bolletta energetica. Nel nostro caso parliamo di 1.596 milioni di euro: 1.406 per la Linea Adriatica ( da Sulmona a Minerbio) e 190 per la centrale di Sulmona.

A questo punto, visto che chi deve ascoltare i cittadini non vuol sentire, non resta che la lotta, democratica e nonviolenta: i partiti e i nostri rappresentanti istituzionali, a tutti i livelli, organizzino delle manifestazioni a Roma, sotto i palazzi del potere. Noi siamo pronti.

Sulmona, 17 luglio 2020

Coordinamento No Hub del Gas

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