03/03: comunicato su recovery fund

Attenti ai lupi travestiti da agnelli!

E’ fuor di dubbio che il Recovery Fund è la “madre di tutte le battaglie”, la ragione principale per la quale è caduto il governo Conte, tramite l’utilizzo di Matteo Renzi in qualità di cavallo di Troia. I ministri ed i vice-sottoministri nominati da Draghi, quelli che contano come quello della transizione ecologica, del mise, digitale, infrastrutture, configurano ciò che da sempre vuole la “governance” europea: una tecno-crazia oligarchica e decisionista, in grado di operare senza inceppi e mediazioni rispetto alle esigenze del grande capitale trans-nazionale e della finanza. D’altronde il completo svuotamento dei parlamenti e delle labili tracce di “democrazia rappresentativa” non è certo una novità.

Si riproducono i cosiddetti “governi tecnici” o di unità nazionale , sempre più intrinsecamente politici, dalla parte dei padroni e delle banche,” piloti automatici “della governance neoliberista!

La gestione dei fondi europei scatena una fame da lupi, non c’è dubbio, un assalto alla diligenza piena di soldi, miracolose conversioni sulla via di Damasco…lobbies, forze politiche, multinazionali, banche, tutti alla caccia del bottino!Questo ci è più chiaro se osserviamo la lista dei ministri “tecnici” o dei vice-ministri della corte di Draghi.

Roberto Cingolani, renziano-leopoldino, già al centro di polemiche per i consistenti finanziamenti pubblici all’istituto privato, da lui stesso fondato, ovvero l’Istituto italiano di tecnologia di Genova. Un ruolo di primo piano in Leonardo, ex Finmeccanica, leader internazionale nella produzione ed export di armi ad alta tecnologia. Sarebbe poi fondamentale capire presto a quale transizione ecologica lavorerà un personaggio che si è subito circondato di uomini di Confindustria e che, solo nel 2018, dichiarava all’ENI che «In questo momento il gas è uno dei mali minori».Vittorio Colau, ministro dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale: al centro del programma i 5G, nuova frontiera di un enorme profitto, con una logica di imposizione dall’alto di miriadi di nuove antenne, senza tenere in alcun conto dell’impatto sull’ ambiente, della salute dei cittadini, di ogni principio di precauzione, della opposizione di comuni, enti locali comitati territoriali così come vuole il manuale del decisionismo tecnocratico.

Georgetti al MISE: conosciamo fin troppo bene la posizione della lega sulle grandi opere, la TAV è emblematica, ma non solo: inceneritori, svendita dei territori ai privati, cementificazione, autostrade…Certo, non possiamo considerare questi ministeri slegati l’uno dall’ altro, e conosciamo la fitta trama di interessi trasversali, politico-economico-finanziari, che li attraversano.

Tutto questo non è altro che la risposta del capitalismo di casa nostra alla propria crisi strutturale e sistemica, emersa con drammatica prepotenza nell’emergenza covid-19 e che svela tutte le contraddizioni di questo modo di produzione: dai cambiamenti climatici, all’ estrattivismo, la devastazione dei territori, dell’ambiente umano e non umano, dall’aumento vertiginoso delle diseguaglianze sociali e della povertà. Il capitalismo cerca di salvare se stesso rilanciando il processo di accumulazione ma, nel contempo, si rende conto che qualcosa va cambiato nella sua “governance” e l’uso che fa del termine resilienza, assorbire l’urto e lo choc per poi compiere un balzo in avanti, lo sta a dimostrare. Come è tipico della choc-economy, si trasformano i disastri in nuove opportunità di investimento e di profitto per il capitale assorbendo così le crisi senza rompersi per ritrovare lo slancio vitale.

Le indicazioni del Recovery Fund danno una mano di pittura “green” e di falso Welfare ad un edificio vecchio ed obsoleto, invece di cambiarlo dalle radici.Cosa che non può e non vuole fare questo sistema ma solo i movimenti sociali che, lottando e costruendo alternative, possono incidere alla radice di un modo di produzione e ridistribuzione della ricchezza iniquo, che provoca sempre di più morte e distruzione, in nome del profitto e del denaro.

Possibilità di cambiamento che trova fondamento dallo sviluppo in tutto il pianeta di piccole e grandi mobilitazioni contro i cambiamenti climatici e per la giustizia sociale, non tutte interrotte dall’esplosione dell’emergenza Covid. Una miriade di azioni concrete e forme di autorganizzazione sorte in difesa dell’ambiente, della terra, dell’acqua, dell’aria contro l’estrattivismo e l’uso dell’energia fossile. Una difesa irriducibile dei propri territori dal capitalismo predatorio e da governi corrotti e sudditi delle multinazionali che spesso ha inciso nelle stesse agende governative.

Spesso questi movimenti dal piano locale trovano sbocco in forme ricompositive nuove, in proposte alternative concrete ed intessute di critiche radicali al capitalismo. Sono lotte che comunque incidono sempre sulla struttura e sulla forma della governance sistemica e ne determinano spesso anche sconfitte e crisi. Il livello di oppressione e sfruttamento attuali però ci impongo un salto di livello ed una maggiore organizzazione.

Insieme alle battaglie territorio per territorio che conduciamo da sempre è necessario sviluppare organismi di controllo popolare su come saranno usati i soldi del Recovery Fund, per evitare che vengano impiegat per foraggiare le imprese fossili ed estrattiviste, per strapparli dalle mani dei lupi famelici e dai predatori di ogni tipo, affinchè siano impiegati per il bene comune, una vera transizione energetica, per la salute, il miglioramento della qualità della vita per tutti, la messa in sicurezza dei territori dopo decenni di devastazioni e speculazione privata, contro le grandi opere inutili e dannose. Per noi, il Recovery Fund deve diventare un “campo di battaglia”, un orizzonte di lotta fondamentale che ci dovrà vedere capaci di svelarne in modo chiaro e il senso antipopolare, antiecologico e di classe e dare slancio alla costruzione della alternativa di cui abbiamo bisogno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...