09/04: presidio a mocaiana di gubbio

Venerdi 9 aprile scorso c’è stato un presidio a Mocaiana di Gubbio fatto in occasione dell’inizio del processo che vede a Lecce imputate le società SNAM e TAP.

La località di Mocaiana di Gubbio è stata scelta in quanto destinata ad accogliere un PIDI ( Punto di interconnesione derivazione importante) tra la progettata rete Adriatica della SNAM e la derivazione Gubbio Gualdo Tadino del gasdotto San Sepolcro Rimini.

Presenti Associazione Perugia Solidale, Centri Sociali delle Marche e dell’Umbria, trivelle zero Marche, coordinamento no SNAM, associazioni contadine Marchigiane, No CSS di Gubbio, comitato foresta e comitato per l’acqua pubblica di Perugia.

Oltre ad esprimere doverosa solidarietà a chi è stata/o condannata/o per la sua opposizione alla realizzazione della Tav e del TAP si e’ parlato anche delle problematiche presentate dal progetto “Rete Adriatica “ della SNAM , collegato al TAP, dell’uso dei Combustibili Solidi Speciali ( residui dei fanghi di fogna e altre immondizie ) che si vogliono utilizzare per alimentare i forni dei cementifici di Gubbio, delle risorse acquifere.

Tutti i partecipanti si sono detti interessati ai vari progetti di comunità energetiche che mettono a rete la produzione di piccole centrali di produzione di energia elettrica. Nel corso della discussione sono state proposte varie iniziative, è stato fatto presente inoltre che il Coordinamento No Snam costruisce i suoi rapporti con i vari territori interessati al progetto tramite reti regionali e che vanno oltre la regione Umbria.

Nello stesso tempo cura i rapporti con le realtà specialmente locali impegnate in altri aspetti delle questioni cosiddette ambientali. Si è discusso anche dell’opportunità o meno dell’uso del metano come strumento di transizione ecologica: i dibattiti stimolano il confronto, il quale ci consente di prendere posizione e approfondire e ribadire la pericolosità anche del metano.

Notevole preoccupazione è stata espressa da tutte/i le/i partecipanti per i rischi sismici e per la compromissione dei delicati equlibri idrogeologici dell’Appennino derivanti dalla realizzazione del progetto “Rete adriatica SNAm” . Si è definita tale opera solo utile all’ ottenimento da parte della SNAM di Fondi pubblici tramite il “fattore Di Garanzia “ che copre l’80% dei mancati guadagni.

É stato sollevato il problema del coinvolgimento delle popolazioni locali che nulla sapevano e continuano a non sapere.

Coordinamento No SNAM

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