21/11: Assemblea Generale a Falconara

Per il clima Fuori dal fossile 3.0, dal 2019 ad oggi, in Assemblea Generale il prossimo 21 NOVEMBRE A FALCONARA NELLE MARCHE.

Siamo una storia che scriviamo ogni giorno, uno spazio attivo di connessioni e relazioni, un luogo di partecipazione, elaborazione e azione, animato da comitati territoriali, giovani generazioni di attivisti per la giustizia climatica, esperienze storiche dell’ambientalismo insieme a nuove realtà di partecipazione attiva.

Per questo ci siamo riconosciuti come una CAMPAGNA NAZIONALE, quale misura di un percorso comune che salvaguarda le rispettive autonomie e le concentra verso obiettivi comuni: la messa in questione del sistema e del modo di produzione causa dell’attuale crisi ecologica economica pandemica epocale, e per questo FUORI DAL FOSSILE; ma anche PER IL CLIMA , nel prefigurare una giusta e diversa transizione ecologica che verta sul protagonismo dei movimenti per la giustizia sociale e climatica e di quelli insorgenti che rivendicano nuovi diritti e garanzie sul terreno del lavoro.

Oltre tre anni fa, agli inizi del 2019, abbiamo immaginato questa sfida, abbiamo seminato delle proposte, che poi hanno attraversato le mobilitazioni di marzo con la grande manifestazione di Roma per il clima e contro le grandi opere inutili e con l’insorgenza dei global climate strikes degli fff.

Successivamente abbiamo resistito e continuato le mobilitazioni nel pieno della pandemia e nell’era del lockdown e dello stato di emergenza. Ora sullo slancio di questa nuova fase di protagonismo dei movimenti avvertiamo la necessità di interrogarci sulle nuove prospettive, sui percorsi in grado di misurarsi con il contesto attuale e di mantenere sempre aperta la Campagna a nuovi compagn* di viaggio, sulle modalità attraverso cui è possibile rinforzare e sviluppare i nostri strumenti organizzativi.

IL FUTURO E’ NOSTRO, RIPRENDIAMOCELO

Programma Assemblea nazionale del 21/11

Il programma dettagliato della nostra Assemblea Generale di domenica 21 novembre a Falconara Marittima.

Qui in pdf https://www.inventati.org/…/2021/11/Assemblea-FDF-odg.pdf

H. 10,00: SALUTI E INTRODUZIONE ALL’ASSEMBLEAH.

10,30“IL CONTESTO GENERALE ALL’INTERNO DEL QUALE LA CAMPAGNA E’ CHIAMATA AD AGIRE: UN CONFRONTO SULLA FASE CHE STIAMO ATTRAVERSANDO

”FOCUS:La Campagna per il Clima Fuori dal Fossile è nata il 3 febbraio del 2019. E’, dunque, una Campagna giovane. Ma il tempo non è fatto solo di anni, mesi e giorni. Il tempo è fatto anche delle vicende umane che lo attraversano e che lo occupano. A poco più di un anno dalla sua nascita la Campagna ha dovuto fare i conti con la crisi pandemica e con le enormi problematiche che si sono riversate nella possibilità di intraprendere azioni comuni e collettive. Nonostante questo la Campagna è sopravvissuta e, anzi, è riuscita ad arricchirsi di nuove partecipazioni, di nuove iniziative e di nuovi contributi. Nel tempo trascorso da quando la Campagna ha preso vita il contesto generale si è profondamente modificato e la pandemia ha prodotto accelerazioni e precipitazioni poco tempo prima imprevedibili. A differenza di qualche anno fa, oggi il tema della transizione ecologica è oramai di “pubblico dominio”, spazia nella comunicazione mainstream, viene assunto dagli stessi responsabili del disastro ecologico del pianeta come dispositivo di legittimazione delle loro scelte e dei loro piani. Dietro al paravento della “transizione ecologica” si veicolano progetti e programmi che, in realtà, mantengono ben salda al centro delle strategie la salvaguardia dei profitti, gli adeguamenti necessari al sistema per sopravvivere, con il suo portato di distruzione e sfruttamento, nell’epoca della crisi climatica ed ambientale. Ma in questi anni anche la consapevolezza sociale dell’urgenza di cambiamenti radicali si è diffusa, ha preso corpo ed ha espresso una ricca molteplicità di forme di opposizione e contrasto alle politiche di devastazione ambientale e sociale. Quale lettura diamo del contesto generale dentro cui la Campagna dovrà muoversi nei prossimi mesi? Come sottrarsi al costante tentativo di recuperare il tema della transizione ecologica dentro progetti e programmi che vanno in tutt’altra direzione? Come garantire l’autonomia dei nostri percorsi e delle nostre proposte? Come legare sempre di più nella pratica gli obiettivi specifici della Campagna ad una visione più generale che investe il complessivo modello di produzione? Alla luce delle riflessioni che svilupperemo insieme La Campagna per il Clima Fuori dal Fossile pone all’ordine del giorno dell’assemblea anche la necessità di procedere insieme ad una rilettura e aggiornamento del manifesto fondativo. Non è solo una questione di contenuti, ma anche di metodo: la Campagna è una realtà dinamica che vuole misurarsi costantemente con i cambiamenti che investono il contesto all’interno del quale si trova ad agire e con i riflessi che tali cambiamenti producono nelle prospettive e nelle strategie di perseguimento degli obiettivi.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI°°°°°°

H. 12,30“LAVORO, REDDITO, SALUTE E AMBIENTE: ESPERIENZE DI RICOMPOSIZIONE NELLA COMUNE BATTAGLIA PER IL CLIMA CONTRO IL FOSSILE”

FOCUS:Il precipitare della crisi climatica e ambientale, il tempo sempre più breve che ci separa dal punto di non ritorno, apre crepe sempre più profonde in quella parete divisoria che per lungo tempo è stata strumentalmente interposta tra la sfera dei bisogni connessi al reddito ed al lavoro e la sfera dei bisogni connessi alla salute ed alla tutela ambientale. Anche su questo versante si diffondono sempre di più nuove consapevolezze e sperimentazioni che individuano nel legame tra garanzia del reddito e del lavoro ed una reale transizione ecologica un passaggio ineludibile. L’uscita dal fossile ed un cambiamento radicale delle politiche energetiche investono inevitabilmente la sfera della produzione: per questo rompere il ricatto dei licenziamenti e della mancanza di reddito è fondamentale per vincere la battaglia. La necessaria garanzia delle condizioni materiali di esistenza all’interno dei percorsi di fuoriuscita dal fossile e di salvaguardia climatica impone di interrogarci sui passaggi che possono incrementare le sperimentazioni di ricomposizione tra garanzia del reddito, diretto e indiretto, e garanzia della salute e dell’ambiente. Questo significa anche interrogarsi sul contesto di crisi economica che sta colpendo duramente le fasce sociali con un grave e repentino innalzamento dei prezzi e dei costi delle bollette e con la nuova ondata di privatizzazioni orchestrata con il Disegno di Legge sulla concorrenza ed il mercato.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI

H. 14,00 – 14,45: PAUSA PRANZO°°°°°°H.

14,45“ESPERIENZE MATURATE NELLA LOTTA PER LA GIUSTIZIA CLIMATICA. PROSPETTIVE DELLA CAMPAGNA E PROPOSTE PER LE INIZIATIVE FUTURE”

FOCUS: Come abbiamo scritto nell’appello di indizione dell’assemblea “siamo una storia che scriviamo ogni giorno”: in questa “scrittura” ci poniamo permanentemente il problema di come allargare la Campagna e di come diffonderne i terreni di lotta. Nel confronto assembleare è necessario tracciare insieme le coordinate con le quali pensiamo di affrontare i prossimi mesi di attività ed iniziative. In particolare: 1) Quali possono essere i percorsi di allargamento della Campagna, il che significa interrogarsi non su come allunghiamo la lista delle adesioni, ma su come estendiamo le connessioni reali e fattive con altre realtà in lotta che condividono gli obiettivi della Campagna e la visione all’interno della quale tali obiettivi si collocano. In questa prospettiva è importante anche mettere in cantiere una call/webinar nazionale, che consentirebbe la connessione e la partecipazione anche a situazioni territorialmente distanti e dove potremmo socializzare le nostre proposte e prospettive; 2) Quali sono i terreni che nel breve e medio periodo individuiamo come primari nello sviluppo delle lotte contro il fossile e in difesa del clima; 3) Quali sono le prossime iniziative che, alla luce dell’analisi del contesto in cui ci muoviamo, pensiamo di calendarizzare nei prossimi mesi in un’ottica di progressione della nostra capacità di intervento; 4) Come riusciamo, alla luce della dimensione territorializzata delle realtà che compongono la Campagna, a qualificare e potenziare le iniziative “sincronizzate”, in grado di connettere all’interno dello stesso spazio temporale e comunicativo momenti di lotta diffusi a livello territoriale; 5) Quali sono le possibili interconnessioni con altre campagne e realtà in lotta e quali sono i passaggi attraverso cui tali connessioni possono essere costruite e rese fattive.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI°°°°°°

H. 17,30“GLI ASSETTI ORGANIZZATIVI DELLA CAMPAGNA”FOCUS

:Ovviamente obiettivi e prospettive rischiano di restare lettera morta o, comunque, di esprimere solo parzialmente il proprio potenziale, se la Campagna non affina e non ottimizza il proprio impianto organizzativo. L’assemblea deve essere l’occasione per rivedere le modalità di funzionamento interno della Campagna e, in particolare, per potenziare i propri strumenti di comunicazione all’esterno. Su questo versante abbiamo conseguito nel tempo risultati importanti, ma c’è ancora molto che possiamo fare sia qualificando gli strumenti sotto il profilo tecnico, sia ampliando i livelli di responsabilizzazione e compartecipazione di tutti noi nelle attività di comunicazione e diffusione della Campagna.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI°°°°°°

H. 18,30 CONCLUSIONI

PS: RINGRAZIAMO Nicola Gobbi, illustratore e fumettista, per la bellissima immagine di copertinaPS2: Gli ampi spazi del FabLab di via del commercio 4, che ospitano l’evento, consentono la capienza di circa cento persone, nel rispetto delle precauzioni sul covid. E’ consigliata la prenotazione per chi intende partecipare alla giornata nella sua interezza e soprattutto fruire del pranzo con menu’ anche vegano.

Per ulteriori info e prenotazioni scrivete alla nostra pagina facebook oppure a falkatrazonlus@gmail.com

20/11: Presidio davanti alla Falconara API

Siamo al lavoro per questo duplice evento che rimette le #Marche al centro, ben calata nelle contraddizioni del presente.

Invitiamo tutti ad esserci #perilClimafuoridalFossile.

Presidio sabato 20 ore 15.30 : https://fb.me/e/1UWtdpO0l

Assemblea nazionale domenica 21 dalle 10 alle 18 al Fablab Falconara.

Una due giorni 20 e 21 novembre all’insegna della mobilitazione della partecipazione attiva e del dibattito, nelle Marche a Falconara Marittima (Ancona)Per il clima Fuori dal fossile 3.0, dal 2019 ad oggi, in Assemblea Generale. Siamo una storia che scriviamo ogni giorno, uno spazio attivo di connessioni e relazioni, un luogo di partecipazione, elaborazione e azione, animato da comitati territoriali, giovani generazioni di attivisti per la giustizia climatica, esperienze storiche dell’ambientalismo insieme a nuove realtà di partecipazione attiva.

Per questo ci siamo riconosciuti come una CAMPAGNA NAZIONALE, quale misura di un percorso comune che salvaguarda le rispettive autonomie e le concentra verso obiettivi comuni: la messa in questione del sistema e del modo di produzione causa dell’attuale crisi ecologica economica pandemica epocale, e per questo FUORI DAL FOSSILE; ma anche PER IL CLIMA , nel prefigurare una giusta e diversa transizione ecologica che verta sul protagonismo dei movimenti per la giustizia sociale e climatica e di quelli insorgenti che rivendicano nuovi diritti e garanzie sul terreno del lavoro.

Oltre tre anni fa, agli inizi del 2019, abbiamo immaginato questa sfida, abbiamo seminato delle proposte, che poi hanno attraversato le mobilitazioni di marzo con la grande manifestazione di Roma per il clima e contro le grandi opere inutili e con l’insorgenza dei global climate strikes degli fff. Successivamente abbiamo resistito e continuato le mobilitazioni nel pieno della pandemia e nell’era del lockdown e dello stato di emergenza. Ora sullo slancio di questa nuova fase di protagonismo dei movimenti avvertiamo la necessità di interrogarci sulle nuove prospettive, sui percorsi in grado di misurarsi con il contesto attuale e di mantenere sempre aperta la Campagna a nuovi compagn* di viaggio, sulle modalità attraverso cui è possibile rinforzare e sviluppare i nostri strumenti organizzativi.

https://fb.me/e/1ghmo792D

IL FUTURO E’ NOSTRO, RIPRENDIAMOCELO

In occasione dell’assemblea generale della Campagna nazionale Per il Clima Fuori dal Fossile che si terrà domenica 21 novembre dalle ore 10 alle 18.30, presso FabLab Officine idea project (Falconara Marittima via del commercio 4) invitiamo tutt* a partecipare al presidio di protesta davanti alla Raffineria Api, sabato 20 novembre dalle ore 15.30.E’ tempo di rilanciare le mobilitazioni nei territori, sulla scia delle manifestazioni contro la Cop26 di Glasgow, contro l’oscurantismo e l’immobilismo dominanti nelle Marche sulle questioni ambientali, serve passare dalle segnalazioni sulla app odornet e dalle lamentele sui social, alla partecipazione attiva e pratica, qui ed ora.

PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA E LA GIUSTIZIA CLIMATICA NELLE MARCHE

Questa proposta di una piattaforma regionale maturata all’interno del percorso verso e oltre la manifestazione davanti al Ministero della Finzione Ecologica di Cingolani del 9 ottobre scorso, vuole essere tutt’altro che un punto fermo o di arrivo, ma un segnale di partenza, di ricomposizione, uno stimolo alla discussione che alimenti una nuova e diversa modalità di relazione nel panorama dei movimenti ecologisti ambientalisti e per la giustizia climatica e non solo.
Una piattaforma che resti aperta alle tante ferite immanenti al nostro territorio, ai tanti punti di resistenza localizzati che intendano mettere in comune le loro esperienze.

-Incentivo alle energie rinnovabili, verso nuove comunità energetiche: Gli smisurati aumenti del costo dell’energia e dei generi alimentari primari che si sono verificati a più riprese, dalla scorsa estate ad oggi, attestano come il capitalismo estrattivista non sia più sostenibile.
La pretesa decarbonizzazione attraverso il gas con la pioggia di finanziamenti pubblici verso nuovi gasdotti intercontinentali e centrali turbogas non risolve, anzi si presta alle speculazioni sui prezzi delle materie prime. Egualmente la siccità dovuta alla crisi climatica nei paesi maggior esportatori di grano, sta determinando un continuo gioco al rialzo nei beni di prima necessità che colpiscono in forma indiretta soprattutto le classi popolari, altro che radicalchic.
E’ necessario rimettere in discussione per intero il modo di produzione, a partire dal modello energetico.
Oltre l’uso delle energie rinnovabili e pulite, che ad oggi possono garantire un aumento occupazionale superiore al mercato delle fonti fossili, è possibile emanciparsi dal paradigma di sistema novecentesco delle grandi concentrazioni produttive monopolistiche, in luogo della microgenerazione di un’economia stanziale, di prossimità, diffusa sul territorio e sempre più autonoma.
I grandi investimenti pubblici come il PNRR vanno orientati verso una politica urbanistica ed edilizia, pubblica e privata, residenziale e non, che guardi ai nuovi mercati della bioedilizia e bioarchitettura, ed una viabilità ridisegnata secondo la mobilità sostenibile, alla modernizzazione della rete elettrica, alla riduzione delle dispersioni, alle filiere corte energetiche, come le sempre più diffuse comunità energetiche.
Per comunità energetica rinnovabile (Cer) si intende un soggetto giuridico autonomo, costituito senza fini di lucro e in modo aperto e volontario da persone fisiche, condomini, comuni, piccole e medie imprese, titolari di attività commerciali situati in aree limitrofe, che decidono di realizzare impianti per la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili, quale soggetto di autoconsumo collettivo, anche eventualmente accumulandola o scambiandola sul mercato.

-Bonifica area Sin (sito di interesse nazionale da bonificare) di Falconara e Provincia di Ancona e degli altri Sin marchigiani: Le operazioni di bonifica possono costituire un nuovo volano per lo sviluppo di un’economia di prossimità e incentrata sulla qualità della vita e la cura del territorio dalle potenzialità enormi, con il rilancio di aree dismesse verso nuovi orizzonti produttivi e occupazionali, e per le sue conseguenze in termini ambientali e sanitari.
Oltre ad essere un intervento necessario per salvaguardare un ecosistema gravemente contaminato nel sottosuolo e nelle falde acquifere.
E’ inaccettabile come le risorse già assegnate, del valore pari a 3.272.727 euro, con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 308 del 28 novembre 2006, e dopo la successiva stipula dell’Accordo di programma quadro tra Ministero competente Regione Marche e Comune di Falconara Marittima, siano ancora bloccate, da oltre 13 anni.
E’ sconcertante come in questo lungo lasso di tempo chi di dovere non abbia prodotto gli studi di fattibilità, progettazione e integrazioni varie richieste nell’accordo di programma per dare esecuzione alla bonifica.
Allo stesso modo vanno garantite le bonifiche di quelle aree private inquinate sotto la responsabilità del privato stesso.
Oltre al Sin di Falconara che insiste su tutta la Provincia di Ancona non va dimenticato quello del Basso bacino del fiume del Chienti che riguarda Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio.

-Dismissione della Raffineria Api e della filiera del fossile: L’Anonima Petroli Italiana è ad oggi uno dei maggiori gruppi privati a livello nazionale nel settore energetico che copre l’intera filiera dell’economia fossile.
Il suo fatturato netto è di quasi 7 miliardi di euro, l’utile di oltre 63 milioni.
Non si tratta più della piccola raffineria di provincia cresciuta nel boom del patto fordista repubblicano, ma di una autentica multiutility dell’economia fossile, che unisce i tratti del capitalismo familistico tradizionale con quelli tipici delle rapacità multinazionali.
La raffineria Api, cresciuta dentro la Città di Falconara e alle porte del Capoluogo anconetano, dal boom economico degli anni 50 fino ad oggi, rappresenta ora l’emblema della crisi ecologica ed economica attuale: oltre ogni forma passata di redistribuzione economica della ricchezza prodotta da fonti fossili, oggi questo sistema espropria e estrae ricchezza per pochi e redistribuisce ai molti gli effetti sempre meno collaterali, fatti di criticità sanitarie, ambientali, inquinamento del territorio, ergendosi in più a principale ostacolo verso ogni proposta di riconversione e uno sviluppo altro e green.
Nel corso dei decenni, attorno al petrolchimico è cresciuta una lunga filiera economica legata alle fonti fossili, lavorazione dei combustibili della raffineria e trattamento dei rifiuti speciali, che hanno contribuito al sensibili peggioramento delle condizioni ambientali e sanitarie.
Oggi urge una generale programmazione in direzione della dismissione di imprese inquinanti, conversione industriale e bonifica del territorio, a partire dal rigoroso rispetto di tutte le prescrizioni emesse in sede dell’ultimo rinnovo dell’AIA del 2018 e di quelle successive ed a una moratoria che neghi future autorizzazione ad altre imprese inquinanti sull’area ex AERCA (area ad alto rischio di crisi ambientale).-Moratoria per nuove trivellazioni a terra e a mare, sospensione delle Via approvate in favore delle piattaforme Eni tra Falconara ed Ancona, ridiscussione del Piano Aree Idonee

– PITESAI: Lo scorso aprile il Ministero della transizione ecologica di Cingolani ha approvato una decina di procedimenti di Via riguardanti nuove perforazioni e trivellazioni in tutto l’Adriatico, in attesa della definizione del Pitesai.
Tra queste, si acconsente anche alla perforazione di un nuovo pozzo Calipso 5 Dir, in una delle maggiori piattaforme Eni al largo dell’Adriatico, tra Falconara ed Ancona, area già cronicamente devastata in terra e a mare.
Il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI) dovrebbe essere lo strumento normativo finalizzato alla definizione del quadro di riferimento, condiviso con le Regioni, le Province e gli Enti locali, per l’individuazione programmatica delle aree dove potrebbero essere consentite, oppure no, le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale.
Si intenderebbe valorizzare criteri quali la sostenibilità ambientale e socioeconomica delle diverse aree, marine e a terra, per ridurre ed annullare gli impatti derivanti dalle attività di esplorazione, perforazione ed estrazione e per accompagnare il processo di decarbonizzazione.
Nella sua ultima versione, recentemente approvata, il Pitesai rischia di essere del tutto stravolto: si consente procedure addirittura semplificate per concedere le autorizzazioni, e si dichiara idoneo il 42,5% dell’area terrestre e l’11% dell’area marina italiana.
Una concessione enorme da parte del governo Draghi-Cingolani, complice l’assenza di formali osservazioni in occasione della consultazione pubblica dello scorso settembre della Regione Marche e degli altri enti locali per tutelare il territorio, che aumenta il business estrattivo delle multinazionali del settore, Eni in primis.
Le tante trivellazioni a mare nelle Marche di Eni convergono in due centrali a gas, quella di Fano e di Falconara, del Distretto Centro Settentrionale, con base operativa a Ravenna.
Il sito Eni di Falconara si estende su un’area di circa 40 mila metri quadrati e collega 152 pozzi delle piattaforme a mare tra Falconara e Ancona, rappresentando una delle maggiori centrali di trattamento e raccolta idrocarburi del Centro Italia, la prima nella Regione, oltre a quella di Fano che estrae gas metano dai 53 pozzi a largo tra Pesaro Fano e Senigallia.

-Opposizione al Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) 2020 e profonda revisione del PEAR 2016:Il Piano nazionale sottostima ampiamente le energie rinnovabili, soprattutto quelle elettriche, mentre il gas consolida la propria importanza per i decenni a venire.
E’ assente uno scenario per azzerare le emissioni nette di CO2 che vengono procrastinate fino al 2050, come sono assenti misure lungimiranti verso la mobilità sostenibile, mentre si mantengono tutti i sussidi diretti e indiretti verso le imprese del settore fossile, che godono di finanziamenti pubblici di circa 20 miliardi l’anno.
Egualmente il piano energetico regionale approvato nel lontano 2005 con l’intento di inaugurare uno sviluppo sostenibile incentrato su risparmio energetico, energie rinnovabili e microgenerazione diffusa, tese a conquistare quote di mercato crescenti oltre il monopolio di Api e Eni è ripiegato, complice la sua revisione nel 2016, di cui riteniamo responsabili tutte le forze politiche del consiglio regionale, nella piatta e supina registrazione del business as usual.
Il trend di crescita delle rinnovabili programmato al 25% dei consumi ci pare anacronistico e non in linea con le necessità impellenti che la crisi climatica impone; si sottoscrive poi la necessità di nuove infrastrutture per il gas, dai gasdotti regionali e nazionali, fino al sempre possibile rigassificatore Api, e alla centralità energetica del petrolchimico di Falconara.

-No al passaggio del gasdotto Tap nelle Marche e a ogni futuro progetto di Rigassificatore a Falconara e altrove: Il gasdotto Rete Adriatica Brindisi-Minerbio è uno dei principali progetti di ampliamento della rete di trasporto nazionale di metano. Il suo tracciato attraversa l’intera penisola, dalla Puglia risale fino all’Emilia Romagna toccando dieci regioni, tra cui Abruzzo, Umbria e Marche, per una lunghezza complessiva di 687 km.
Il tracciato complessivo si suddivide in cinque tronconi, quello di Foligno-Sestino interessa l’entroterra appenninico tra Marche ed Umbria e le zone coinvolte dagli ultimi eventi sismici. In questo senso la rete marchigiana, Terre In Moto, ha assunto questa vertenza dentro la proposta della Carte dell’Appennino del 2019.
Oltre le servitù nazionali si stanno moltiplicando i rifacimenti di nuovi gasdotti regionali.
Il nuovo gasdotto SNAM di quasi 40 chilometri recentemente realizzato nel suo primo stralcio tra Falconara Jesi e Recanati, prelude ad una futuribile realizzazione del contestatissimo progetto di rigassificatore GNL da parte di API Nova Energia nel lontano 2011, già avallato, nel dissenso di una larga maggioranza della popolazione, con la partnership della regione Marche, la cui autorizzazione è stata prorogata dai ministeri competenti nel 2015, per cui pende ancora un giudizio definitivo al Tar.

Laboratorio Falkatraz
Trivelle Zero Marche
Friday for Future Marche
Campagna Per il clima fuori dal fossile

Noi al People’s Summit della Cop26 di Glasgow: si parla di cause climatiche contro i Governi.

La nostra sessione di ieri nel Panel ufficiale del People’s Summit alla Cop26 di Glasgow: si parla di cause climatiche contro i Governi.

Dopo un passaggio di testimone tra la preCop di Milano, descritta da Sergio di Fridays for Future Milano, gli studenti dell’ IISS Ferdinando di Mesagne della redazione di emergenzaclimatica.it presentano in video i diversi modi di agire amministrativo per la giustizia climatica:

1. Con strumenti amministrativi di partecipazione: gli studenti illustrano:

a livello locale: le osservazioni alle Valutazioni di Impatto Ambientale delle singole opere (vedi per conversione a gas di Enel Cerano);

a livello nazionale con le consultazioni per piani e strategia, come la metanizzazione della Sardegna, alla Strategia Nazionale sull’Idrogeno o al Pitesai;

a livello europeo come le numerose “Have your say” a cui abbiamo partecipato come Think Tank registrato presso il Registro di Trasparenza della Commissione Europea, sulle proposte di direttiva sul metano, sulle perdite di metano, sulle energie rinnovabili da biomasse forestali ed altre.

2. Con strumenti di litigazione giuridica: vengono presentati:

la causa civile Xylella contro lo Stato Italiano, con video della prof. Margherita Ciervo, coordinata da Attuare la Costituzione;

la vittoria alla Corte Europea dei Diritti Umani della causa per Taranto del 2019

– Sara Mead di Urgenda e la causa vinta contro l’Olanda

– Lisa Goeldner di Greenpeace Germany e la causa contro lo Stato tedesco che ha dovuto alzare i suoi impegni climatici

– Gerry Liston di GLAN e la causa Youth4Climate di sei ragazzi portoghesi contro i 32 Stati dell’Unione Europea

– la causa italiana di Giudizio Universale, con Lucie Greyl di A Sud e le strategie di comunicazione.

Un evento propositivo che ha dimostrato che fare cause climatiche ai Governi è uno strumento vincente che apre una nuova frontiera per la lotta ai cambiamenti climatici, che serve come pungolo per condizionare le scelte politiche dei governi verso la vera transizione ecologica a dimensione degli attuali bisogni dei popoli e degli esseri viventi che abitano la Terra.

Qui, alla Cop26, i potenti hanno solo fatto vetrina con promesse da marinaio per il futuro.

Insomma hanno promesso una sorta di “libro dei sogni” ma senza considerare la vera emergenza: il solito blah blah blah delle ultime Cop.

OPEN LETTER – Fossil Free Politics COP26

A Fossil Free Politics COP26 open letter to decision-makers

To: 

Prime Minister Boris Johnson

COP26 President Alok Sharma

European Commission President Ursula von der Leyen

Executive Vice President for the European Green Deal Frans Timmermans;

Executive Secretary of the UNFCCC Patricia Espinoza

Dear decision-makers,

We are writing to you as 138 civil society groups ahead of the crucial upcoming UN climate talks in Glasgow, COP26. We are calling on you to address the elephant in the room which is holding back global climate ambition: the fossil fuel industry and its lobbying. 

Specifically, we call on you to take the following urgent measures:

1- Recognise that the public interest in urgent climate action in line with keeping global heating to below 1.5oC is not compatible with the private interests of fossil fuel companies

For decades the fossil fuel industry has been successfully delaying, weakening and sabotaging greater climate ambition, and as long as it continues to maintain its access to decision-makers and the policy-making process, then it will use that access to obstruct real climate action.

The International Energy Agency’s recent 1.5oC scenario clearly states there is no room for new fossil fuel investments, yet most of the world’s biggest oil and gas companies are ignoring this and plan to keep exploring for new oil and gas. The majority of coal, oil and gas reserves have to stay in the ground if we are to keep to 1.5°C, yet vested economic interests are being placed before those of the planet.

2- Support the adoption of a strong conflict of interest policy at the UNFCCC to raise ambition

The positive impact on effective policy that can be achieved by excluding vested interests has already been successfully demonstrated at the UN level by the World Health Organisation (WHO) when agreeing the Framework Convention on Tobacco Control (UNFCTC). The WHO instituted a firewall between the tobacco lobby and public health officials after realising there was a fundamental and irreconcilable conflict of interest between the tobacco industry and public health. Known as Article 5.3, it also comes with clear guiding principles on how to apply it.

In 2016, countries representing almost 70% of the world’s population supported the introduction of a conflict of interest policy at the UNFCCC, but it was blocked by the European Union (then including the UK). This is despite the European Parliament calling on the EU to support such a process.

A new conflict of interest policy could gain strong political momentum if the UK government, as COP26 President, the European Commission, and the UNFCCC publicly supported such a call at COP26, acting in accordance with the wishes of most of the world’s population.

3-Protect official spaces at and around COP26 from fossil fuel industry influence 

The UK government has taken measures that have resulted in no Oil and Gas major sponsoring COP26 or taking part in the Green Zone, yet gas companies National Grid and SSE are still named sponsors. Protecting official spaces would include revoking fossil fuel sponsorship and participation in both the Blue and Green Zones, as well as pavilions. The EU should not use its pavilion to give a platform to the fossil fuel industry.

While many global South government and civil society delegates have been shut out of COP26, despite the UK government claiming it was a “safe, inclusive summit”, representatives from many of these companies will be proactively promoting their pro-fossil fuel vested interests at COP26. Particularly given the unequal access to this year’s talks, we expect representatives of the UK, EU and UNFCCC to refuse to share platforms or attend fossil fuel sponsored events in and around COP26.

4-Close the revolving door between your own institutions and the fossil fuel industry 

Recent research from the Fossil Free Politics campaign shows that Europe’s biggest oil and gas companies continue to have an active relationship with public officials and politicians thanks to their use of the revolving door. Between COP21 and COP26 it discovered over 70 revolving door cases between Shell, BP, Total, Eni, Equinor, Galp and 5 of their lobby groups with governments and institutions, all the way up to the ministerial level. Big Energy therefore benefits from the know-how and contact books of insiders, jeopardising democratic, public-interest decision-making.

The UK, EU and UNFCCC should close the revolving door by introducing restrictions on moving from the public sector to the fossil fuel industry or vice-versa, as well as ending industry side jobs.

5-The UK and EU should introduce a firewall between the fossil fuel industry and decision-makers

Since COP21,  Total, BP, Shell, Galp, Equinor, ENI and their lobby groups spent more than €170m on lobbying the EU, securing on average 1.5 meetings per week with top level EU Commission staff. This is part of a broader corporate capture of climate decision-making by the fossil fuel industry that ensures that ambition, and the policies to realise those goals, remains limited. As well as supporting a firewall at the UNFCCC, the EU and UK should ensure climate decision-making is protected from fossil fuel interests at the regional, national and local level. In addition to closing the revolving door, this should involve ending private lobby meetings with the fossil fuel industry, excluding the industry from climate or trade delegations, and refusing to attend fossil fuel-sponsored events.

We hope many signatories to this letter will be at COP26 in person, despite the constraints, and would appreciate a face-to-face meeting to discuss how you can increase ambition by protecting the process from the vested influence of the fossil fuel industry. We will closely observe the extent to which the UK, EU and UNFCCC take action to curb the influence of the fossil fuel industry at COP26.

We look forward to discussing this more in person,

(see the letter in pdf here)

Signed ,

Corporate Europe Obseratory

Friends of the Earth Europe

Food and Water Action Europe

Global Witness

Fossil Free Sweden

Friends of the Earth Scotland

London Mining Network

Reclame Fossielvrij (Fossil Free Advertising NL)

ReCommon

APEL57 (Association pour la préservation de l’environnement)

Counter Balance

Glasgow Calls Out Polluters

Observatori del Deute en la Globalització (ODG)

UK Youth Climate Coalition

Corporate Accountability

Gastivists Collective

350.org

Global Justice Now

Transport & Environment

Oil Change International

Urgewald

JA! Justica Ambiental

Ecologistas en Acción (Spain)

Platform

Eco Action Families

FridaysForFuture in Skövde, Sweden

Fridays for future Lidköping, Sweden

Fridays for future Söder om Söder, Sweden

Fridays for Future Flensburg

NOAH – Friends of the Earth Denmark

Rise For Climate Belgium

Amigos de la Tierra Espana

Powershift e.V

Bellagram Telegrams

Observatori DESC

CCFD-Terre Solidaire

BP or not BP?

Friends of the Earth Ireland

Profundo

Earth Ethics, Inc.

Uganda Coalition for Sustainable Development

Campagna Per il clima Fuori dal fossile

WOW Wales One World Film Festival

Emergenzaclimatica.it

Movimento No TAP/SNAM Brindisi

Baltic Pipe Ne jTtak!

Stand.earth

Council of Canadians

Climate Emergency Planning and Policy

350 Butte County, CA

Centre for Climate Safety

Texas Drought Project

Salviamo la Foresta

Edinburgh COP Coalition

Communication Workers Union NW Safety Forum

My Sea to Sky

350 West Sound Climate Action

The Corner House

Friends of the Earth Georgia

Climate Action Moreland (Australia)

Uplift

Plant Based Treaty

Animal Save Movement

Comitato Cittadini per l’Ambiente Sulmona

Coord. Ravennate Per il Clima, Fuori al Fossile

Trivelle Zero Molise

Trivelle Zero Marche

Forum Ambientalista

Fridays For Future Civitavecchia

MY World Mexico

Church Women United in New York State

Nelson chapter Council of Canadians

Akina Mama wa Afrika

TerraBlu

Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

Comitato Sole Civitavecchia

BioAmbiente Tarquinia

Piazza 048 Civitavecchia

Associazione Spazio Solidale

Collettivo No al Fossile

Comitato per la Trasformazione Ecologica Brindisi

Below2C

Ethical Markets

RAVEN (Respecting Aboriginal Values and Environmental Needs)

Center for Research and Documentation Chile-Latin America (FDCL)

The people’s campaign for healthcare

The Port Arthur Community Action Network-”PACAN”

Grand(m)others Act to Save the Planet GASP

Group of Scientists and Engineers for a Non Nuclear Future

Aktionsgemeinschaft Solidarische Welt e.V. (Action for World Solidarity)

Gallifrey Foundation

ASEED Europe

ARRCC (Australian Religious Response to Climate Change)

GreenFaith

Friends of the Earth Cyprus

Faith for the Climate

BankTrack

Community Work Ireland

Terra Justa

Institute for Multi-level Governance & Development

Action Solidarité Tiers Monde (Luxembourg)

Center for International Environmental Law (CIEL)

Bank Information Center

ECOMUNIDADES, Red Ecologista Autónoma de la Cuenca de México

Texas Campaign for the Environment

The Global Sunrise Project

Human Nature

Southern African Faith Communities Environment Institute (SAFCEI)

Movement Rights

Centre for Citizens Conserving Environment (CECIC)

Fresh Eyes

Warrior Moms

Toronto East End Climate Collective

Institute for Social Ecology

Transition Edinburgh

Canadian Voice of Women for Peace

ClimateFast

Oxford Climate Justice Campaign

EKOenergy ecolabel

Fastenopfer

TROCA- Plataforma por um Comércio Internacional Justo

GAIA – Global Alliance for Incinerator Alternatives

Deutsche Umwelthilfe

198 methods

Canadian Climate Challenge

Seniors for Climate Action Now!

Toronto Raging Grannies

Stay Grounded

Adéquations

The Good Lobby

CEE Bankwatch Network

MultiWatch