Autorganizzazione energetica dal basso…. iniziamo dai territori !

Siamo comunità territoriali, comitati, realtà di lotta e cittadini che si battono per il clima, la difesa degli ecosistemi e che lotta per uscire dal fossile, causa prima di devastazioni ed inquinamenti climalteranti e nociva per la salute.

Siamo coscienti che non basta solo opporsi al sistema per ottenere dei risultati concreti che, invece, sono venuti quando ai NO ben ponderati abbiamo aggiunto anche proposte alternative e praticabili.L’alterazione climatica repentina e disastrosa in cui siamo immersi ha aggravato le devastazioni ed i danni alla salute ed all’ambiente e ci obbliga a dare delle risposte alternative non solo territoriali ma globali e capaci di incidere qui ed ora.Il tema dell’approvvigionamento, produzione, consumo, gestione dell’energia diventa sempre più centrale ed è il terreno di scontro economico e politico.

Siamo coscienti che non sarà facile uscire dall’energia e della economia fossile senza superare il sistema capitalistico ma siamo altrettanto convinti che possiamo agire già da ora per costruire spazi, comunità, energie alternative e dal basso che ci rendano più indipendenti dalla economia fossile ed accentrata e risparmiare.

Un bene per la tasca, per il clima e l’ambiente e per la democrazia diretta!

L’IPCC del 2018 ci indica che per contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1.5° è necessario ridurre le emissioni di gas CO2 e di gas climalteranti del 55% entro il 2030 e del 100% entro il 2050.

Per quanto riguarda l’Italia, le politiche energetiche governativecontinuano a favorire le fonti fossili, con la costruzione di nuovi gasdotti, l’autorizzazione a nuove trivellazioni e miliardi di incentivi o sgravi fiscali erogati ogni anno in favore di filiere energivore e inquinanti.

In questa situazione è necessario che nei territori ed a livello domestico si affermino velocemente e in modo sempre più massiccio scelte alternative che puntino sulla riduzione dei consumi, l’efficientamento energetico, la produzione di energia da fonti rinnovabili che non necessitano di combustione.

Cosa puoi fare tu, cosa può fare ognuno di noi?

Secondo i dati ufficiali forniti dagli enti istituzionali, in Italia circa quasi il 70% dell’energia totale consumata è destinata alle famiglie di cui il 40% per usi civili (riscaldamento, illuminazione, ecc…) e il resto per i trasporti privati.Il consumo domestico di energia è prevalentemente dovuto al riscaldamento o al raffrescamento, in misura minore dalla illuminazione e dagli elettrodomestici. Ecco alcune indicazioni pratiche, efficaci e di facile applicazione.

  1. Buone pratiche per il risparmio energetico
  2. In inverno abbassa il termostato a 18-19°C, in estate evita il più possibile di utilizzare il condizionatore, eventualmente non tararlo su temperature troppo basse rispetto all’esterno, o privilegia l’uso della funzione di deumidificazione;
  3. Usa l’acqua calda solo quando necessario e utilizza il più possibile la luce naturale e installa illuminazione a led;
  4. Scegli sempre elettrodomestici ad elevata efficienza energetica, costano un po’ di più ma il risparmio ripaga velocemente l’investimento;
  5. Cambia subito fornitore di energia elettrica, scegli quelli davvero sostenibili.

Tutti i grandi gruppi come ENI, ENEL, Edison, Acea, A2A, Hera…offrono la possibilità di contratti “green” ed invece ricavano la maggior parte dell’energia elettrica da fonti fossili, rifiuti o nucleare.

Esistono invece produttori e fornitori di energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico), etici non solo nei confronti dell’ambiente ma anche del sociale. Puoi rivolgerti per esempio a: Cooperativa Ènostra, Dolomiti Energia…mettere  riferimenti

Il passaggio è semplice, costa poco e la bolletta è analoga a quella che paghi già se non inferiore. Un’azione concreta che aiuta il Pianeta e colpisce chi lo sta distruggendo.

  • Sganciati dal gas e renditi autonomo

Le bollette per il riscaldamento e per la luce pesano in modo significativo sul bilancio familiare, e ultimamente sempre di più.Oggi però sono disponibili finanziamenti pubblici e leve fiscali attraverso i quali è possibile fare interventi strutturali sulla propria abitazione con investimenti contenuti. È importante cogliere questo momento per rendere più efficiente l’abitazione migliorando l’isolamento dell’involucro, del tetto dei serramenti, installare le rinnovabili per l’elettricità e per il riscaldamento (es. pompa di calore + fotovoltaico).
Tra gli strumenti ad oggi disponibili ci sono:Ecobonus 110%, Gruppi di acquisto solari,Gruppi di autocostruzione

Cosa possiamo fare insieme: comunità energetiche e comunità solari

Se hai già le rinnovabili sul tetto puoi cedere l’energia che non usi al tuo vicino di casa. La Direttiva 2018/2001/CE (RED II) invita gli stati membri ad incentivare l’efficienza energetica e l’autoconsumo attraverso la definizione degli “autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente” (art.21) e delle “comunità energetiche” (art.22) quali strumenti fondamentali per raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge stessa.La RED II chiede quindi di sviluppare nuove tecnologie smartgrid(, reti di distribuzione locali e intelligenti) che consentano ai cittadini di un territorio di mettersi insieme per produrre o scambiare energia rinnovabile a km 0, con grandi vantaggi per l’ambiente, per le tasche, e sottraendo potere ai colossi dell’energia e a chi controlla le reti.

A livello nazionale italiana, la RED II in materia di comunità energetiche è stata recepita con il Decreto Legislativo 162 del 30/12/2019 (cosidetto“Decreto Milleproroghe”) e convertito nella Legge n.8 del 28/02/2020 (Art.42bis) che ha avviato una fase sperimentale necessaria per definire i dettagli dei decreti attuativi in cui sono state definite le tariffe incentivanti per l’autoconsumo collettivo.

A-Lecomunità energetiche sono un gruppo di soggetti (comuni, condomini, famiglie o cooperative) capaci di produrre, consumare e condividere energia nel rispetto del principio di autoconsumo energetico e autosufficienza, utilizzando impianti che producono energia pulita rinnovabile. Grazie alle Smart Gridciascuno può diventare parte di una comunità energetica: chi possiede un impianto fotovoltaico connesso in rete (ed è quindi un prosumer) può condividere con altri consumer (che non hanno impianto fotovoltaico)la sua energia in eccesso.La normativa italiana non permette ancora di poter avere il premio dello scambio di energia direttamente in bolletta ma premia economicamente l’associazione di autoconsumatori per ogni kWh scambiato la quale deciderà autonomamente di come ripartire il premio tra i soci.

B-Lacomunità solare è invece una piattaforma tecnologica, gestita dal Centro per le Comunità Solari (un’associazione no – profit e spin off dell’Università di Bologna), a cui gli associati di tutt’ Italia possono chiedere di aderire versando volontariamente una quota di iscrizione per poter condividere l’energia prodotta dalla comunità.

Il contributo premiale per lo scambio di energia nella piattaforma delle comunità solari si genera attraverso le economie di prossimità del territorio dove viene aperta una sezione della piattaforma tecnologica. Il fondo energia viene costituito dai contributi delle imprese locali che vogliono sostenere attività di welfare sociale e ambientale attraverso lo scambio di energia quale attività di Responsabilità Sociale d’Impresa.

Con questa attività le imprese possono partecipare immettendo energia nella rete locale attraverso i propri impianti fotovoltaici e possono premiare le famiglie che si impegnano ad autoconsumarla attraverso la piattaforma tecnologica della comunità solare. L’energia rinnovabile delle imprese prosumer si unisce poi all’energia rinnovabile prodotta dalle famiglie prosumer in un unico grande progetto di scambio locale.I risultati ottenuti sono quelli legati alla riduzione delle emissioni concreta sul territorio ed a una riduzione diretta delle bollette per le famiglie, un’attività di welfare ambientale e sociale!

La piattaforma tecnologica si può dotare anche di stazioni di ricarica elettrica della comunità (Community Charger) che possono essere installate secondo le esigenze degli automobilisti elettrici partecipanti alla piattaforma tecnologica e che erogheranno energia elettrica rinnovabile a prezzo domestico differentemente da quanto si osserva per le stazioni di ricarica commerciali.

L’obiettivo a cui tendere sarebbe quella di trasformare le aree industriali nelle centrali di energia fotovoltaica per la comunità locale ridistribuendo la ricchezza sul territorio attraverso attività di welfare e di Responsabilità Sociale delle Imprese.

L’ampliarsi della comunità solare può portare alla creazione di Solar Info Store cioè di veri e propri punti che seguono i soci della comunità nella loro transizione energetica: scelta di fornitori di energia elettrica, riqualificazione delle case e accompagnamento nella mobilità sostenibile.

CON UN NOSTRO IMPEGNO DIAMO UN CONTRIBUTO DIRETTO AD USCIRE DALL’ENERGA FOSSILE, CI RENDIAMO PIU’ AUTONOMI DA IMPRESE ENERGENTICHE RIMETTENDO AL CENTRO I TERRITORI E DIMINUIAMO I COSTI DELLA BOLLETTA.

Per saperne di più o per attivare una comunità energetica o una comunità solare partecipa alla nostra Campagna  (perilclimafuoridalfossile@gmail.com)o proponici iniziative informative sull’autorganizzazione energetica alternativa che si svolgeranno in tutta Italia a partire dalla metà di febbraio.

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