Resoconto Ostuni Climate Camp

Ostuni Climate Camp 2022

Una settimana di sole, vento, energia… le lotte possiamo vincerle o perderle ma si vivono fino in fondo, il cammino continua!  

In questa estate di sempre più’ evidenti cambiamenti climatici, a cui ci siamo dovuti adattare anche per realizzare il nostro camp, abbiamo conquistato un mondo di relazioni e di connessioni utili a costruire il futuro. 

Alcune mattine abbiamo marcato il territorio con presidi e blocchi che hanno sottolineato la nostra irrinunciabile rivolta contro il sistema capitalistico, energivoro, estrattivista e patriarcale. 

Lunedì 1 Agosto abbiamo sanzionato la Leonardo s.p.a. di Brindisi, l’azienda guerrafondaia a capitale pubblico ed “a gestione PD” che da una parte è collettore di immense commesse da Turchia e Qatar mentre dall’altra manda in cassa integrazione 3000 lavoratori di altre sedi in Puglia. 

Venerdì 5 Agosto un corteo con conferenza stampa davanti al PRT del Gasdotto TAP, a Melendugno, per rivendicare appieno le lotte fin qui portate avanti, ribadendo l’opposizione al raddoppio del TAP. 

Ringraziamo i compagni di Melendugno per l’adesione e la partecipazione, convinti entrambi che possono esserci vittorie o sconfitte ma che le ragioni della difesa del territorio e delle popolazioni sono impegni che dobbiamo fortificare. 

6 Agosto, flash mob sulle spiagge della riserva di Torre Guaceto, per ricordare e condannare ancora una volta l’inizio dell’era nucleare, con il bombardamento su Hiroshima a Seconda Guerra mondiale ormai finita e per denunciare l’attuale politica giapponese che sta sversando nel Pacifico le acque contaminate di Fukushima. Una protervia imperialista e colonialista che considera un oceano, quello Pacifico, come una sua proprietà. Soprattutto abbiamo voluto ricordare che c’è stata una “follia sana”, quella dei pugliesi e delle pugliesi che, 40 anni fa, riuscirono a bloccare la costruzione della centrale nucleare che sarebbe dovuta sorgere proprio in quel lembo di costa. 

10 giorni di incontri, dibattiti, lotte non si possono racchiudere in un resoconto, ma possiamo intanto rallegrarci per la partecipazione di attiviste e attivisti di Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Campania e Lazio.

Una delle novità di questo secondo campeggio è che oltre ai compagni della Campagna Per il Clima Fuori dal Fossile e dei COBAS, abbiamo avuto il piacere di relazionarci con il sindacato Cobas dei lavoratori dello spettacolo, cresciuto nella lotta anche in piena pandemia, che ha realizzato tutti gli interventi artistici nelle notti di Ostuni. 

Durante la settimana siamo stati accompagnati dalla risonanza delle proteste che provenivano da Piombino, dalla Sardegna e da Ravenna, realtà con le quali abbiamo organizzato la manifestazione sincronica nazionale del 30 Luglio, e con cui abbiamo ragionato il giorno 3 agosto, sulle prospettive locali e nazionali future della battaglia contro i rigassificatori nell’ambito della comune lotta per l’appunto “per il Clima e fuori dal Fossile”.  

I temi guerra ed energia sono stati quelli più discussi, legati ai problemi della militarizzazione, dell’estrattivismo e della repressione dei territori, a partire proprio dalla drammaticità delle situazioni del territorio pugliese, vero e proprio nodo strategico energetico e militare del nostro paese e del Mediterraneo. 

Affrontati anche il tema del collegamento internazionale verso la COP 27, della lotta contro le decisioni sulla Tassonomia Europea, approfondendo maggiormente le battaglie giuridiche che i nostri movimenti conducono insieme ad altre realtà per arginare le multinazionali fossili (ricorsi dai territori in lotta, campagna Giudizio Universale col Prof. Michele Carducci e azione a OCSE contro ENI, azione per la salvaguardia degli ulivi con Attuare la Costituzione e il ricorso appena vinto contro gli abbattimenti di ulivi secolari proprio a Ostuni.)

Un momento entusiasmante è stato quello relativo al tema Lavoro-Salute-Ambiente con la partecipazione dei compagni operai dell’ex Ilva di Taranto che hanno dialogato con i lavoratori GKN ed i partecipanti. 

Affrontando i temi energetici e di guerra nel nostro Mediterraneo, non abbiamo certo dimenticato la solidarietà internazionalista, in particolare il popolo Mapuche e le realtà in lotta delle Americhe, del Kurdistan, della Palestina e della popolazione Saharawi.

Terminata poi la partecipazione delle delegazioni extra-regionali, il campeggio è proseguito con attività, proposte e ragionamenti sulle realtà pugliesi. Senza un profondo radicamento territoriale non c’è futuro.

Avremo modo, insieme, di ragionare meglio su questa esperienza e su come rilanciarla verso il futuro. Le idee, gli spunti, le consapevolezze e le passioni però ce li portiamo a casa per affrontare il presente in connessione con le tante altre realtà territoriali italiane, e non solo, con cui abbiamo condiviso e condivideremo percorsi sulla base della reciproca condivisione di contenuti ma soprattutto di costruzione quotidiana dell’alternativa al sistema capitalistico delle fonti fossili e della guerra.

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