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1/2 agosto; Giornate di mobilitazioni simultanee nei territori

Ecco le iniziative in tutta Italia per il 1-2 agosto della campagna “Per il mare, fuori dal fossile”:

  • Brindisi, 1 agosto:

Moderano gli studenti della redazione di emergenzaclimatica.it

Contro la conversione a gas di Cerano, per costruire una comunità energetica diffusa e per il lavoro.

Sabato 1 agosto, ore 10.00 lungomare Regina Margherita Brindisi

Ospiti:  Prof. Michele Carducci (UniSalento), Mario Furore (europarlamentare M5S), Gianluca Bozzetti (Vicepresidente Commissione Lavoro Regione Puglia), Livia dell’Anna (Commissione Ambiente Comune di Brindisi), Roberto Aprile (Cobas), Cosimo Quaranta (Movimento No TAP/SNAM Provincia di Brindisi), Maurizio Portaluri (Forum Ambiente e Salute), WWF Brindisi, Fridays for Future Wien.

  • Termoli, 2 agosto

Basta regali agli inquinatori. Basta veleni.

2 agosto ore 9.00: sit in c/o Viale dei Trabucchi (spiaggia libera lato Cala Sveva), Termoli.

Organizzato da Trivelle Zero Molise, Fridays for Future Termoli, I Discoli del Sinarca.

  • Pescara, 1 agosto

Conferenza stampa e sit in presso Spiaggia libera e attrezzata Arci “Moroni a mare”, Viale della Riviera (tra lido Jambo e Nettuno)

Organizzato da No Hub del Gas Abruzzo e Forum H2O

  • Falconara Marittima, 1 agosto

Presidio e conferenza stampa sabato 1 agosto dalle ore 10.30 in poi davanti la Raffineria API di Falconara Marittima.

Organizzato da Laboratorio Falkatraz Trivelle Zero Marche Campagna Per il Clima Fuori dal Fossile

Perchè la raffineria Api, cresciuta dentro la Città di Falconara e alle porte del Capoluogo anconetano dal boom economico degli anni 50 fino ad oggi, rappresenta ora l’emblema di questa crisi: oltre ogni forma passata di redistribuzione economica della ricchezza prodotta da fonti fossili, oggi questo sistema espropria e estrae ricchezza per pochi e redistribuisce ai molti gli effetti sempre meno collaterali, fatti di criticità sanitarie, ambientali, inquinamento del territorio, nonché principale ostacolo ad una sua riconversione verso uno sviluppo altro e green.
Perchè oggi servirebbe una programmazione in direzione della dismissione di imprese inquinanti, conversione industriale e bonifica del territorio.

Leggi comunicato su Facebook.

  • Comunicato congiunto:

Il 13 e il 14 maggio scorsi abbiamo contestato le assemblee di Enel e Eni, i due colossi a partecipazione pubblica che con le loro scelte industriali, basate sul fossile e su false produzioni green, sono tra i maggiori responsabili del riscaldamento globale, oltre che della devastazione e del saccheggio di intere comunità e territori in Italia e nel Mondo.
Il 4 luglio abbiamo manifestato a Civitavecchia per la chiusura della centrale a carbone e contro la realizzazione di nuove centrali turbogas a Civitavecchia come a Brindisi, Fusina e La Spezia.

La Campagna Nazionale Per il Clima Fuori dal Fossile NON SI FERMA e invita tutte le realtà territoriali che si battono contro le grandi e piccole opere e gli impianti energetici e industriali nocivi inquinanti climalteranti a partecipare l’1 e il 2 agosto alle giornate di mobilitazione simultanee per:

-La sospensione di ogni finanziamento pubblico alle imprese che operano nelle fonti fossili e per il rilancio di un piano di investimenti verso le bonifiche dei tanti siti inquinanti di interesse nazionale e per le energie rinnovabili.
-Dire No al recente Decreto Legge Semplificazioni che riduce i termini di partecipazione dal basso alle Valutazioni di Impatto Ambientale VIA a favore dei soliti noti, favorisce bonifiche di facciata smantellando le priorità non ancora ottemperate dei Siti di Interesse Nazionale SIN e facilita le autorizzazioni per nuovi gasdotti.
-La chiusura di tutte le centrali a carbone ancora attive e contro la realizzazione di nuove centrali turbogas a Brindisi, Fusina, La Spezia e Civitavecchia.
-Fermare il progetto di un’Italia Hub e piattaforma europea del gas, perforata da nuovi metanodotti, rigassificatori e trivellazioni.
-Dire No ai progetti TAP e SNAM del Salento e dell’Appennino, come a quelli della metanizzazione della Sardegna.

Comunicate le vostre iniziative scrivendo sulla nostra pagina facebook alla mail perilclimafuoridalfossile@gmail.com

1/2AGOSTO2020 #PerilClimaFuoridalFossile

Appello di 130 Associazioni da tutta Italia su VIA e bonifiche del DL “Semplificazioni”

Comunicato stampa del 21/07/2020

Bonifiche e Valutazione di Impatto Ambientale, più che Dl “Semplificazioni”, devastazioni!

Svuotati di significato i Siti nazionali di Bonifica trattati come territori “ordinari” nonostante il gravissimo inquinamento, da Taranto a Falconara, da Bussi a Brindisi, da Livorno a Gela, da Milazzo a Mantova e altre decine di aree.

Bonifica si ferma ai suoli: e le falde contaminate? Sulla VIA svilita la partecipazione dei cittadini.

Ora il Decreto all’esame del parlamento. Da tutta Italia appello ai parlamentari di decine di reti di cittadini, movimenti e associazioni: nella conversione in legge fermate i regali agli inquinatori, difendete la salute dei cittadini! 

Falde acquifere inquinate abbandonate a loro stesse; taglio della partecipazione dei cittadini alla Valutazione di Impatto Ambientale; complicazioni nei procedimenti di bonifica; aumento delle “poltrone” con la costituzione di una seconda commissione nazionale V.I.A.; procedure di favore per le opere fossili spacciate sotto il titolo paradossale ma accattivante “Semplificazioni in materia di green economy“: il Dl Semplificazioni contiene un attacco frontale all’ambiente e ai diritti fondamentali dei cittadini.

Bonifiche

Per quanto riguarda i Siti Nazionali di Bonifica, individuati dallo Stato come le aree più inquinate del paese in base al Testo Unico dell’Ambiente D.lgs.152/2006 non si procederà più, come si fa oggi, direttamente alla caratterizzazione delle aree – ossia il delicato e stringente processo di ricostruzione della contaminazione avvenuta – dando per scontato che i terreni dell’Ilva a Taranto, di Bussi, di Gela, di Falconara e di decine di altri siti assurti agli onori delle cronache nazionali ed internazionali per il livello di inquinamento, siano contaminati pesantemente e che quindi è necessario il massimo approfondimento. Invece, con l’art. 53, si rende possibile agli inquinatori di partire presentando invece della caratterizzazione una più semplice e blanda “indagine preliminare”, come avviene per un sospetto di inquinamento in qualsiasi altra area del paese. Come se una raffineria fosse una pompa di carburante, insomma!

Alla faccia della semplificazione si aggiunge così un ulteriore passaggio presso il Ministero dell’Ambiente che è già vergognosamente indietro con bonifiche che, grazie anche a questo decreto, diventano un vero e proprio miraggio tra lungaggini di ogni tipo. Il ruolo del Ministero sempre di più ci sembra quello dello stopper delle bonifiche, con risparmi miliardari alle aziende che hanno inquinato.

Vi è però di peggio, nel decreto. Un tana libera tutti per i grandi inquinatori delle acque sotterranee, che oggi è una vera e propria emergenza del paese, visto che all’art.53 si introduce il micidiale comma 4 quater che prevede testualmente che “La certificazione di avvenuta bonifica di cui all’articolo 248 può essere rilasciata anche per la sola matrice suolo…” a cui segue “lo svincolo delle relative garanzie finanziarie” che l’inquinatore deve depositare  al momento della segnalazione dell’avvenuta contaminazione. E la bonifica dell’acqua sotterranea contaminata, spesso a livelli decine di migliaia di volte i limiti di legge, che fine fa, togliendo pure la già esile deterrenza costituita dalle garanzie finanziarie?

Un vero e proprio incentivo a non bonificare che, tra l’altro, varrà per i grandi gruppi che hanno inquinato, visto che si applica solo ai Siti Nazionali di Bonifica e non già agli altri siti contaminati “normali”. Un vero e proprio paradosso, insieme all’ulteriore norma che esclude per i Siti Nazionali di Bonifica l’applicazione delle procedure semplificate introdotte nel 2014 con l’art.242bis proprio per velocizzare le bonifiche ripulendo tutto senza ricorrere all’analisi di rischio che porta lungaggini e bonifiche più blande (ma meno costose!).

Tutto ciò fa capire il tipo di “semplificazioni” che questo Governo e il Ministro Costa stanno facendo agli inquinatori.

Valutazione di Impatto Ambientale

Il Governo all’art.50 del Decreto taglia sulla partecipazione dei cittadini. Tanti bei propositi, soprattutto dal M5S e dal Ministro Costa, sul valore della cittadinanza attiva e sull’impegno civico diffuso e ora, invece di colpire i burocrati ministeriali che ci mettono anni ad esaminare le pratiche si indebolisce il ruolo dei cittadini che vogliono dire la loro su decisioni che impattano sulla loro salute, sulla qualità della vita e sull’ambiente. A questi soggetti, riuniti in associazioni, dovrebbe anzi essere garantita la possibilità di partecipare per poter intervenire durante tutto il procedimento amministrativo, comprese le Conferenze dei Servizi di cui alla Legge 241/1990: l’Art.118 della Costituzione favorisce proprio “l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà“.

Si sacrificano, invece, i già brevi termini per presentare le osservazioni da parte dei cittadini su progetti enormi, dalle raffinerie alle centrali termo-elettriche passando per gasdotti, trivelle e altre grandi opere, costituiti da centinaia di elaborati tecnici e migliaia di pagine.

Questi i nuovi termini:

-nella verifica di Assoggettabilità a V.I.A. da 45 giorni a 30;

-nella V.I.A. “normale” restano 60.

-nella V.I.A. nazionale tramite conferenza dei servizi simultanea da 60 a 30 giorni;

-nella V.I.A. regionale si passa da 60 a 45 giorni.

Si arriva quindi al paradosso che per un’opera regionale, sicuramente  meno complessa, si avranno più giorni rispetto ad una procedura nazionale fatta procedendo per conferenza dei servizi.

Il tutto da un Ministero, quello dell’Ambiente, in cui non è stato attuato, nonostante da anni ci si riempia di chiacchiere, quel cosiddetto “dibattito pubblico”, previsto peraltro dal Testo Unico dell’Ambiente D.lgs.152/2006 fin dal 2006 sui progetti più impattanti.

Poi all’art.51 del Decreto la vera e propria elusione della Valutazione di Impatto Ambientale per il potenziamento di opere esistenti stradali, ferroviarie e idriche, una violazione netta della Direttiva Comunitaria 2014/52 che obbliga di assoggettare a V.I.A. le varianti sostanziali di queste opere. Tutto ciò comporterà con ogni probabilità solo ulteriori problemi nell’immediato futuro con ricorsi e condanne a cui porre rimedio spendendo soldi per adeguarsi.

Tante le altre norme vergognose introdotte ma qui evidenziamo due vere e proprie perle.

Alla faccia delle semplificazioni si moltiplicano le poltrone, costituendo una seconda commissione VIA nazionale specifica per le opere del Piano Clima Energia. Grandi slogan, peccato che dentro questo piano ci siano i gasdotti che trasportano metano, un fossile e pericoloso gas clima-alterante. Basta però, mettere la norma, sotto il titolo accattivante “Semplificazioni in materia di green economy” e i cambiamenti climatici saranno un ricordo.

Il DL andrà ora in Parlamento per la conversione in legge. Se i parlamentari non avranno un sussulto eliminando questi regali a inquinatori e affaristi, introducendo norme di civiltà in cui siano capisaldi la partecipazione dei cittadini, la trasparenza e la tutela della salute, troveranno pronti alla mobilitazione le realtà firmatarie di questo comunicato per difendere territori e cittadini.

Adesioni:

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Fairwatch
Altragricoltura, Alleanza per la Sovranità Alimentare
Coordinamento Nazionale No Triv
Rete Mamme da Nord a Sud
Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi Free Rivers Italia
Campagna Fuori dal Fossile
Ass. A Sud Onlus
Comitato No Grandi Navi
Comitato No Pedemontana
Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus
Coordinamento No Hub del Gas
Medicina democratica Onlus
Associazione Mediterranea per la Natura Onlus
Rete Per la Tutela della Valle del Sacco – RETUVASA
Comitati Cittadini per l’Ambiente – Sulmona
Brigate Solidarietà Attiva Abruzzo
Brigate Solidarietà Attiva Marche
Acqua Bene Comune Pistoia
Alleanza Beni Comuni Pistoia
Associazione “Ornitologi Marchigiani” APS
Comitato No Tunnel TAV di Firenze
Salute Pubblica, Brindisi
Comitato Tutela Parco Faggi Sgaravatti
Erchie Informa
Forum Veneto Ambiente Salute Solidarietà
LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia – Marche
Comitato NO Pedemontana Matelica
SOS Adriatico – Emilia Romagna
Organizzazione di Volontariato per la difesa diretta della flora e fauna acquatica Care The Oceans
Cagliari Social Forum
Opzione Zero Riviera del Brenta
Comitato popolare “lasciateci respirare” di Monselice (PD)
Trivelle Zero Marche
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto
Ass.eQual Mantova
ABITO su misura – tutela dei beni comuni
Associazione Antimafie Rita Atria
Comitato Difesa Comprensorio Vastese
Cobas Confederazione dei Comitati di Base
Comitato No Metano Sardegna
Comitato Familiari Vittime Casa dello studente – Rete nazionale Noi non dimentichiamo
Comitato I Discoli del Sinarca – Molise
Mobilitazione Acqua Gran Sasso
Ass.Cova Contro Onlus
Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia del Centro storico di Brescia
Viviamo il Liri – Comitato a difesa del Fiume Liri
Coord. delle Assoc. No Triv della Val di Noto
Forum H2O Abruzzo
COMITATO MAMME LIBERE (di Policoro-Basilicata) per la tutela dei figli
GECO – Genitori Consapevoli Basilicata
“Mediterraneo No Triv”
Noi genitori di tutti – Onlus
Rete di Cittadinanza e Comunità- Terra dei Fuochi
Stop Biocidio
Mamme Vulcaniche
Taranto Respira
Gruppo Alterazione Climatica – Pesaro
Forum Ambiente Salute e Sviluppo di Brindisi
Famiglia Casto Marcello – del rione Tamburi di Taranto
ODV Comitato difesa ambiente territorio Spinea
Associazione IL SALVIANO – Centro Natura Marsica
ERCI team Onlus
CSEN Ambiente
Comitato Donne 29 Agosto -Acerra
No all’Incenerimento Sì al Riciclo Totale di Rifiuti -Fanna (PN)
Rifiutiamoli
Salix in Mente – Padova
ENPA Marche
Comitato No Stoccaggio Gas Poggiofiorito (CH)
Disarmisti Esigenti
Comitato Notube – Prov. Piacenza
Abruzzo Socia Forum
Paese Comune – San Giovanni teatino
Comitato Terme e Val Trebbia – Piacenza
Circolo Legambiente Val Trebbia
Circolo Legambiente “Emilio Politi” Piacenza
Forum Ambiente Salute e Sviluppo di Brindisi
Fipsas, sezione provinciale di Piacenza
Comitato Fermiamo la Guerra di Firenze
Ondaverde onlus Falconara Marittima
Mal’aria Falconara Marittima
Mamme Castenedolo Brescia
Mamme Comitato Cittadini Calcinato
Mamme Contro l’inceneritore di Mantova
Mamme No Smog Sud Milano
Laboratorio Falkatraz Onlus di Falconara marittima
Associazione “Mamme per la Salute e l’Ambiente onlus” Venafro
Associazione mamme in piazza per la Libertà di Dissenso
Non Una di Meno di Alessandria
Comitato Stop Solvay di Alessandria
Associazione GiorgioForever
Comitato Legamjonici Taranto
Comitato No Colacem
Coordinamento No Triv – Terra di Taranto
Mamme No Tap (Lecce)
Giustizia per Taranto
Peacelink
Comitato STOP VELENI
Coordinamento per il territorio contro la discarica Armicci-Bonvicino di Lentini – Siracusa
Comitato No Wi-Fi Toscana
SOS – La Piana del Casone – Scarlino
Obiettivo Periferia- piana fiorentina
Biodistretto Montalbano – piana fiorentina
Alleanza Beni Comuni- piana fiorentina
Mamme NoPfas – genitori attivi – zone contaminate
Vicenza senza Elettrosmog
No alla Discarica di Torretta-Verona/Rovigo
Rete Commissioni Mensa Nazionale
Comitato No Snam – Umbria
Comitato No Devastazioni – Umbria
Ambiente e Salute nel Piceno
Trivelle Zero Molise
Comitato di Redazione PFAS.land
Forum Ambientalista
Movimento NoTap/Snam Brindisi
Redazione emergenzaclimatica.it
Collettivo No al Fossile Civitavecchia
Il Martello del Fucino
Comitato S.O.L.E. Civitavecchia
Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus
Ambiente Basso Molise
Assonautica Acque Interne Lazio e Tevere
“Orsa Pro Natura Peligna” SULMONA
Verdi, Ambiente e Società Salento
Il Popolo degli Ulivi Puglia
Ass. CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Legalità, la Salute e l’Ambiente, operante nell’Ovest Vicentino)
Comitato Acqua Bene Comune di Verona
Gruppo Tamburi Combattenti, Taranto
Zero PFAS Padova

20 luglio 2019 – Per il mare, fuori dal Fossile. Stop vel_Eni

Basta vel-Eni!

Se credete ora
Che tutto sia come prima
Perché avete votato ancora
La sicurezza, la disciplina
Convinti di allontanare
La paura di cambiare
Verremo ancora alle vostre porte
E grideremo ancora più forte
Per quanto voi vi crediate assolti
Siete per sempre coinvolti” Fabrizio De Andrè

In nome della giustizia climatica e contro le grandi opere inutili ci sono state in Italia ed in Europa grandi mobilitazioni moltitudinarie, con centinaia di migliaia di persone.

Dai vari comitati, movimenti e la novità di Fridays for Future un coro polifonico si è levato dalle strade e dalle piazze: cambiare il sistema, non il clima, per una rapida fuoriuscita da un modo di produzione che sta portando il mondo verso la catastrofe e la distruzione della vita nel nostro Pianeta, in nome del profitto, della speculazione e della rendita finanziaria.

Dalla manifestazione dei 100000 a Roma del 23 marzo si è avviato un percorso importante e ricco di enormi potenzialità: la necessità, il bisogno, il desiderio di superare le divisioni, parzialità, localismi per la costruzione di un grande movimento unitario, ritrovare un linguaggio comune pur nelle differenze, la forza e la potenza della “comunanza”, l’agire in comune e di concerto, il “pensare globalmente, agire localmente “. Una scommessa avvincente, che nell’assemblea di Ancona dell’11 maggio si è materializzata in proposte pratiche ed organizzative, una serie di azioni comunicative e dirette lungo tutta la riviera adriatica previste per il 20 luglio, da sud a nord, nelle spiagge, lungo il mare, per dire No alle trivelle, ai gasdotti, alle raffinerie e petrolchimici, a tutti gli ecomostri che devastano i nostri territori, espropriano beni comuni, ambiente, paesaggio, qualità della vita e per esigere le sempre più urgenti bonifiche dei siti inquinati.

Fuori dal fossile, per un altro concetto di sviluppo, di energia alternativa, di un nuovo rapporto dell’uomo con l’uomo e dell’uomo con la natura, fuori dal giogo soffocante dell’impero delle multinazionali “estrattiviste” e di rapina, del capitale finanziario e dei governi complici. ENI è il simbolo di tutto ciò, anche se tenta di rifarsi il look con qualche pennellata di riformismo green, dopo essere stato la causa principale del disastro ambientale in Nigeria, della devastazione delle foreste in Malesia ed Indonesia per le monocolture da cui estrarre l’olio di palma per la bio-masse. La nuova carta strategica di Eni punta, oltre che sul petrolio, sull’estrazione di gas che riguarda direttamente i nostri territori.
A questi arroganti padroni neo-colonialisti non manca proprio niente: carbone, gas, petrolio e sono uno dei principali esempi dell’utilizzo del fossile, causa non solo dei mutamenti climatici che minacciano la terra e la vita, ma anche di quell’ “apartheid climatico” che già sta costringendo e costringerà sempre di più milioni di esseri umani alla fuga ed a migrazioni di massa per mancanza di risorse e possibilità di vita. Un deserto che avanza!

Resistere e bloccare tutto ciò è non solo un diritto, ma un dovere etico e politico. Indignarsi non basta: organizziamoci per agire dal basso, nelle forme e nei modi delle assemblee permanenti, della discussione e delle comunicazione, nella democrazia diretta, nelle decisioni collettive e condivise.

Il 20 Luglio sarà una giornata di iniziative coordinate lungo tutta la riviera adriatica, da Sud a Nord, comunicative, simboliche, di azione diretta, dove ogni singola esperienza si mette in gioco con modalità proprie, ma dentro un orizzonte comune ed obiettivi condivisi. Bloccare le Multinazionali di esproprio e di rapina! Costringere le amministrazioni locali ed il governo nazionale a dichiarare lo stato di emergenza climatica ed agire fin da subito in questo senso.

Ricordiamo i due campeggi che seguiranno il 20 luglio, e che saranno occasione di bilancio e di rilancio delle iniziative e delle lotte autunnali:

– il campeggio Campeggio NO SNAM – Campo di Giove (L’Aquila), nel Parco Nazionale della Majella dal 22 al 25 agosto: occasione per fare il punto sui diversi progetti in corso in centro Italia, dalla centrale Snam di Sulmona al gasdotto Sulmona-Foligno passando per gli stoccaggi e il gasdotto Larino-Chieti, e per organizzare il prosieguo delle varie attività di contrasto alla trasformazione dell’Italia in ‘Hub del Gas’, piattaforma logistica per il Nord Europa.

– il Venice Climate Camp al lido di Venezia, durante la mostra del cinema, dal 4 all’8 settembre: questo evento sta assumendo sempre di più caratteristiche non solo nazionali, ma internazionali, con la presenza di molti movimenti europei.

Costruiamo insieme questi momenti, siamo tutti coinvolti!

Lista iniziative territoriali (in aggiornamento)
– Venezia contro l’Eni
– Rimini flash mob per l’emergenza climatica e la transizione dalle fossili alle rinnovabili
– Falconara Marittima con L’API NON SI VOLA PIU’ bit.ly/Marche_Falconara
– Porto San Giorgio – Fermo ore 11.45 spiaggia libera
– Giulianova – Domenica 21 luglio ore 10.00 stabilimento “Venere” lungomare Zara
– Pescara spiaggia libera “Moroni a mare” (ore 10.00)
– Termoli, flash mob in acqua e in spiaggia (ore 10.30 area libera sotto il Castello Svevo)
– San Foca – Melendugno FLASH MOB NO TAP bit.ly/Puglia_Melendugno