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31/01: Verso la manifestazione nazionale a Piombino l’11 marzo

NON CI ARRENDIAMO ALLA DERIVA FOSSILE!

NO A RIGASSIFICATORI, TRIVELLE E GASDOTTI, SI’ A RINNOVABILI ED EFFICIENZA

CON OGNI MEZZO DEMOCRATICO, DAI TERRITORI CONTINUA LA LOTTA PER GIUSTIZIA CLIMATICA E SOCIALE, AMBIENTE, SALUTE, PER LE COMUNITA’ ENERGETICHE E SOLARI. FINANZIAMO LE RINNOVABILI CON I PROFITTI DELLE MULTINAZIONALI!

Con l’arrivo delle navi rigassificatrici a Piombino e a Ravenna, è ormai confermato che il governo Meloni, in continuità con quello Draghi, è complice degli interessi delle multinazionali del fossile e che la giustizia climatico-sociale sarà all’ultimo posto della agenda governativa.

Si sta disegnando uno scenario in cui non solo Piombino, Ravenna e Sulmona saranno i punti cardine della scelta fossile: molti porti e molte località in tutta Italia, dalle Marche alla Sardegna, dalla Sicilia alla Calabria, dalle Puglie alla Liguria e al golfo di Trieste, si apprestano a far parte di un piano che vuole fare del nostro Paese lo snodo in Europa di un sistema energetico basato sulle fonti fossili e in particolare sul metano, un pericoloso gas clima-alterante. Tutto ciò in piena crisi climatica, quando l’Agenzia Internazionale dell’Energia e tutta la comunità di scienziati affermano che bisogna abbandonare rapidamente le fossili per evitare una evoluzione catastrofica del riscaldamento globale, lasciandole sottoterra.

È totalmente falsa la narrazione tossica per la quale manchiamo di energia e che siamo in emergenza tanto è che nonsi tiene conto nemmeno dei dati ufficiali del Ministero della Sicurezza Energetica da dove si evince che:

-stiamo consumando sempre meno gas, dagli 86 miliardi di mc del picco del 2005 a meno di 68 miliardi di mc del 2022 e nel 2030 per gli obiettivi comunitari di contrasto alla crisi climatica dovremo consumare al massimo 58,6 miliardi di mc con un ulteriore e drastico decremento;

-nel 2022 addirittura abbiamo ampliatole esportazioni (sì, le esportazioni) verso altri paesi a 3,2 miliardi di mc.;

Le nuove opere fossili porteranno al contrario a una capacità di importazione e trasporto di 106 miliardi di mc all’anno (sovracapacità del 45%);

Alla faccia dell’autonomia che ci potrebbe dare il sole ci stiamo legando a l’Algeria, l’Azerbaijan, l’Egitto. Da Qatar e USA importeremo a costi ambientali ed economici stratosferici il GNL.Opere inutili e dannose i cui costi vengono scaricati sulle bollette dei cittadini che le pagano anche se non ci dovesse mai passare un solo mc di gas, solo per assicurare profitti esorbitanti da miliardi di euro a Snam e ENI.

Con poche e meritorie eccezioni tra le amministrazioni locali, l’insieme delle istituzioni, a partire dalle scelte della politica nazionale, ha fermamente rivendicato la volontà di andare avanti senza alcun ripensamento, senza ascoltare minimamente le obiezioni di parte significativa delle comunità, degli scienziati, dei comitati di cittadine e cittadini e di quanti hanno inviato argomentate osservazioni. 

Prevedono diversi nuovi rigassificatori e potenziamento di quelli esistenti, una miriade di depositi di GNL, l’estensione della rete dei gasdotti con perno sulla “Linea Adriatica”, la moltiplicazione dei punti di trivellazione, la costruzione di impianti collaterali all’utilizzo del gas (come quelli costosissimi e inefficienti per la cattura e stoccaggio della CO2),  senza contare le pesantissime ricadute che tutto ciò avrà sulla salute, sul sistema dei trasporti, sulla sicurezza per la vita quotidiana di tante località.Altro che transizione ecologica, si ricorre alla dichiarazione dello stato di emergenza, per derogare all’applicazione delle norme ambientali, che chiunque dovrebbe rispettare, colpendo così anche la democrazia stessa.

Ai gravissimi problemi di sicurezza per la popolazione si associano i danni ambientali, con emissioni di sostanze inquinanti e clima-alteranti in mare e aria: vogliamo legarci alla schiavitù del sistema fossile?Un gasdotto “vive” 50 anni: nel 2073 dovrebbe essere ancora attivo quando nel 2050 siamo obbligati ad azzerare le emissioni!

Nello stesso momento le rinnovabili e le tecnologie per l’efficienza sono già realtà: fotovoltaico, eolico, solare termico, pompe di calore riscaldano case e producono energia. L’isolamento degli edifici fa risparmiare in tutti i sensi così come nei trasporti pubblici. Sono oltre 600 i grandi progetti industriali che puntano sulle rinnovabili fermi al Ministero dell’Ambiente mentre andrebbero realizzati velocemente in maniera realmente sostenibile. Al posto di passare con determinazione alle energie rinnovabili, alla produzione decentrata e diffusa, ad un modello sociale più giusto stiamo assistendo ad un’accelerazione spaventosa del sistema estrattivista come unico modello di vita. Un vero e proprio assalto alle risorse della Terra, senza preoccuparsi della  vita di coloro che vengono al mondo oggi.

Ancora una volta tocca a noi, a coloro che vivono e si impegnano nella quotidianità, rilanciare la lotta a livello nazionale con lamobilitazione e con un’infinità di proposte ed azioni concrete in tutti i luoghi dove si stanno imponendo queste opere fossili.

Ti invitiamo quindi alla riunione in remoto che terremo il 31 gennaio ore 18

link zoom:

https://us02web.zoom.us/j/83857647192?pwd=TzhXeFRCVGxERGxuTDFyNHNwejFCQT09

in diretta Facebok sulle pagine di Rete No Rigass No Gnl e Per il Clima Fuori Dal Fossile

per parlare dei momenti di sensibilizzazione e di mobilitazione necessarie a preparare la partecipazione di comitati territoriali, cittadini, forze sociali, sindacali, ambientaliste, giovanili e culturali ad una 

GIORNATA DI LOTTA NAZIONALE A PIOMBINO

11 marzo 2023

Non ci arrendiamo,

uscire dalle fonti fossili si può!

Per partecipare in Zoom scrivere a:


retenorigassnognl@gmail.com  eperilclimafuoridalfossile@gmail.com

BASTA PAGARE! Manifestazione 15 ottobre ad Ancona

Devastazioni ambientali cambiamenti climatici crisi economica carovita carobollette…Basta Pagare 🔥 La campagna Per il clima fuori dal fossile sostiene la mobilitazione di sabato 15 ottobre ad Ancona nelle Marche ad un mese esatto dall’alluvione

Devastazioni ambientali. Cambiamenti climatici. Crisi economica. Carovita. Caro bollette. BASTA PAGARE!

Ancona – Sabato 15 ottobre
(Ore 15.30, Largo Fiera della Pesca)
Manifestazione ad un mese dall’alluvione

Leggi il testo dell’appello di convocazione alla manifestazione del 15 ottobre

L’evento su Facebook

– Non vogliamo pagare i costi sociali di scelte politiche fatte contro di noi e sulla nostra pelle.

– Non vogliamo pagare le bollette stratosferiche con cui si arricchiscono speculatori e petrolieri.

– Non vogliamo pagare i danni subiti, contraendo mutui che ci schiavizzano e arricchiscono i banchieri.

RIVENDICHIAMO

– L’immediato ripristino dei luoghi e dei territori devastati dal nubifragio.

– L’integrale risarcimento dei danni subiti dalle popolazioni.

– L’abbattimento drastico e immediato dei costi delle bollette di gas e energia elettrica con la moratoria a fondo perduto sui pagamenti nelle aree alluvionate.

– Il blocco delle trivellazioni e il rifiuto dei rigassificatori.

– Un cambiamento radicale del PNRR perchè i fondi destinati al territorio siano dirottati sui progetti sociali di ricostruzione.

– Piani concreti di intervento contro il dissesto dei territori.

– Contro le strategie di rilancio del fossile un reale ed attuale percorso di fuoriuscita.

INFO & CONTATTI
email: ancona15ottobre@gmail.com – tel: 3534114609

APPELLO INTEGRALE:
http://www.glomeda.org/…/ancona-sabato-15-ottobre…

15 settembre 2022. E’ una data che ricorderemo a lungo. Il nubifragio, la pioggia, il fango, il vento e in poche ore vengono buttati sul piatto della bilancia i reali costi sociali delle politiche fossili: vite perdute, terre perdute, case e beni perduti, attività perdute. Il dissesto idrogeologico accumulato negli anni è stato estromesso dall’agenda e dalle risorse dei governi regionali che si sono succeduti nel tempo. I piani di intervento per far fronte efficacemente a eventi di simili dimensioni sono ridicoli.

La vera forza messa in campo nell’immediato per far fronte alla tragedia è stato il mutuo soccorso delle persone, nella totale latitanza dei politici, troppo preoccupati della vicina scadenza elettorale, e nell’assenza di mezzi e strategie adeguati alla gravità della crisi. La narrazione mediatica della devastazione è parziale, volutamente focalizzata solo su alcune aree del territorio colpito: in realtà l’area travolta dal nubifragio è molto più estesa, comprende piccoli paesi, letteralmente cancellati, di cui si parla poco e di sfuggita, anche se ognuno di quei paesi è un piccolo mondo. Chi doveva avvisare chi? E, soprattutto, era prevedibile o no? Con il fango ancora sulle strade il balletto delle responsabilità è partito subito a pieno ritmo.

Eppure, quantomeno sul piano politico, la risposta è semplice e di straordinaria evidenza. I disastri ed i costi sociali della crisi climatica non solo sono prevedibili, ma sono una certezza. Una certezza che i fautori delle politiche fossili scelgono scientemente di ignorare per salvaguardare gli interessi dei petrolieri e rilanciare l’estrattivismo come unica opzione possibile. Sfruttando cinicamente la tragedia della guerra il fronte del fossile ha lanciato la sua “controffensiva”: rigassificatori, nuove trivellazioni, carbone, nucleare.

Sono oramai mesi che esponenti del governo regionale promettono di rilanciare le trivellazioni nell’Adriatico, argomentando scelte di estrema gravità con banalità degne del peggior barzellettiere. Intanto con un’operazione di speculazione dalle proporzioni mai viste, attraverso il ricatto delle bollette e dei carburanti assistiamo giorno dopo giorno ad un impoverimento sociale gravissimo che lascia sul lastrico persone, famiglie, attività. La crisi climatica non solo è una realtà già in atto, ma è anche il prodotto di ben precise scelte politiche, economiche e produttive.

Assumere fino in fondo tale realtà impone di uscire urgentemente dal fossile e nel contempo di impegnare strategie e risorse per fare fronte agli stravolgimenti con cui in ogni caso dovremo convivere e che non possono tradursi in un costo da scaricare sulle popolazioni colpite. Dai monti al mare il territorio va difeso e messo in sicurezza! Le politiche governative, sia a livello nazionale che a livello regionale, si muovono in senso diametralmente opposto. Ed in queste politiche già si delinea la strategia dell’abbandono dei territori colpiti, strategia che conosciamo bene perchè l’abbiamo già vista strangolare i territori stravolti dal terremoto. Così all’angoscia per ciò che è già accaduto si somma da subito l’angoscia per il futuro: assenza di credibili prospettive di recupero del territorio, certezza dell’intempestività degli interventi, insufficienza delle risorse messe in campo e sperpero di quelle che saranno disponibili. Un film già visto. Questa volta però il finale dovrà essere diverso. “E’ una cosa grossa uccidere una persona: gli levi tutto quello che ha… e tutto quello che sperava di avere”. Ogni giorno paghiamo i costi dello sfruttamento e della speculazione con un pezzo della nostra vita e con un pezzo delle nostre speranze. Noi non vogliamo più pagare.

Spazio Autogestito Arvultura – Senigallia
Fridays For Future – Ancona
Trivelle Zero Marche
Campagna ‘Per il clima, fuori dal fossile’

Ostuni Climate Camp 2022

COMUNICATO STAMPA : OSTUNI CLIMATE CAMP 2022. Liberatevi!

Liberatevi perché anche quest’anno è tutto pronto per l “Ostuni Climate Camp 2022” organizzato e promosso dalla Confederazione Cobas, dalla Campagna Nazionale Per il Clima Fuori dal Fossile, dal Movimento NoTap/Snam di Brindisi, dagli studenti di Emergenzaclimatica.it., da T.U.O. teatri urbani organizzati e da LDS lavoratori dello spettacolo autorganizzati Cobas Puglia, numerosi attivisti e attiviste, associazioni, lavoratori e lavoratrici, oltreché cittadinie cittadine, che hanno partecipato a tutte le lotte di questi difficili anni; un’ Estate all’insegna della socialità, della cultura, della libera informazione e della partecipazione.

Per ben 12 giorni dal 28 luglio all’8 Agosto 2022 lo spazio aperto Costa Merlata, Ostuni (Brindisi) sarà protagonista con iniziative, assemblee, incontri, mostre, spettacoli e live, dove convergeranno “Nuove energie”, all’insegna della socialità, della politica sindacale, delle “emergenze” oltre le emergenze, dell’ambiente e del clima, della cultura “fuori dal comune”.

Non ci saranno scalette di interventi né nomi di studiosi o sigle nei dibattiti, perché vogliamo tavole rotonde e open microfono continuativo per far parlare tutt* in momenti anche informali.

Il prologo sarà curato il 28 e il 29 luglio dai Lavoratori e dalle lavoratrici dello spettacolo autorganizzati Cobas Puglia con “Lido La Lotta” la festa dei teatri e delle musiche indipendenti e dal 30 LUGLIO al 8 AGOSTO 2022 una nuova edizione

dell’ “OSTUNI CLIMATE CAMP 2022”, sulla scia delle iniziative nazionali dei Climate Camp che si svolgeranno a Torino, Venaus e poi a Venezia.

La Comunicazione alterata che si diffonde dai nostri dispositivi, normalizza le barbarie della guerra e della povertà, aumenta paure, regolarizza lo sfruttamento ed impoverisce economie e comunicazioni interpersonali, inquina i diritti di tutti e tutte a tutti i costi a causa della crisi, ormai non convince più nessuno. Tra aumenti delle bollette, nuove opere di gas, biogas, GNL, inceneritori, gasdotti, le compagnie multinazionali stanno raschiando il fondo per fare ulteriori extra profitti, affossando gli obiettivi climatici fissati da ONU, Europa e Italia.

L’Ostuni Climate Camp 2022 sarà l’occasione e l’opportunità di confrontarsi senza filtri, fuori dalla paura e oltre la solitudine, con l’obiettivo di affrontare insieme e con coraggio il nuovo tempo che stiamo costruendo insieme, partendo dalle conoscenze che abbiamo raccolto riguardo l’emergenza climatica.

Partiamo con LIDO LA LOTTA, il “prologo” all’ OSTUNI CLIMATE CAMP, a cura dei lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo Autorganizzati Cobas Puglia che oltre ad esibirsi, racconteranno le rivendicazioni, le proposte e le storie del “Sistema dello spettacolo dal vivo” che da due anni raccontano nelle piazze regionali e nazionale.

Si inizia il 28 Luglio con lo spettacolo tradizionali di burattini “le guarattelle del m° burattinaio Enrico Francone e le avventure di Pulcinella, seguirà un concerto di musica popolare della “Popolare Sud Est” con i musicisti Daniele Massaro, Luigi Marra, Leonardo Cordella, Francesca Vasta e la danzatrice Alessandra Bellomo.

Il 29 Luglio sarà festa speciale: una “JAM degli Intermittenti”, un varietà impopolare tra poesia musica teatro e altro esplorando altre forme e tempi di rappresentazione.

L’ Ostuni Climate Camp inizia ufficialmente il 30 Luglio 2022 con un tributo musicale e artistico a Tonino lu Marinari, compagno di lotte e di cultura di Ostuni, con la partecipazione di chi lo conosceva. Seguirà il concerto in forma di Jam del mandolinista Mauro Semeraro con Giovanni de Palma alla chitarra e Fatmir Pireci al cifteli.

Poi dal 31 Luglio 2022 entriamo dal vivo della manifestazione con l’assemblea dei movimenti internazionali su GNL e rigassificatori con iniziative da portare alla Cop27. Il Camp aderisce alle iniziative della rete contro i rigassificatori di Piombino, Ravenna, Porto Scuso. Segue in serata le performance di due artiste: Sabrina De Mitri, One Woman Band, che presenta il suo viaggio elettro-acustico “To The Moon and Back”, insieme al contributo fotografico di Fabrizia Chicoli.

L’ 1 Agosto parleremo delle “lotte in tempi di guerra” in occasione dell’assassinio di Maldonado, in cui incontreremo storie di Mapuche, Curdi, Palestinesi, e tutti i popoli da sempre migranti, con spettacoli e mostre a tema. A seguire l’artista e attivista Pippo Marzulli ci porterà nel mondo Mapuche con lo spettacolo “Una Canzone per Santiago” accompagnato da Nico Losito e una mostra “poetica “, a seguire ritornano sul palco gli “Scamnum”, storica band reggae pugliese.

Il 2 Agosto si parla di esclusione di gas e nucleare come fonti green nella tassonomia europea. Seguirà la serata di tributo a Sante con ospiti speciali.

Il 3 Agosto: Guerra, Militarizzazione, Energia. L’impatto della guerra sul riarmo e il ritorno alle fonti fossili. Con Antonio Mazzeo, Alfonso di Stefano. Segue Federico Ancona con la performance “Coro Dal Fuori” a seguire gran concerto di musica afro beat con i “Muriki”.

Il 4 Agosto EXIT Project: 2021-2022: Taranto libera? Alle radici di un decennio di lotte tra salute, ambiente e lavoro. In serata “Peace” con l’attore Nicola Eboli, una stand Up “fuori standard” e altamente provocatoria. Seguirà, per compensare l’effetto catartico, la voce del musicista tarantino Enzo Granella con un “è Solo un live”.

Il 5 Agosto la Giustizia Climatica sarà il tema principale su cui convergeranno molte altre energie umane, informazioni relative alle azioni giudiziarie e spinte dei movimenti contro le grandi opere inutili : da Giudizio Universale all’azione contro lo Stato per salvare gli Ulivi di Attuare la Costituzione. In serata ritornano, dopo meditato silenzio, le parole dell’ attore pugliese Massimo Zaccaria con lo spettacolo la “Cisterna”, la storia di una triste tragedia accaduta a Molfetta, una vicenda di morte sul lavoro, raccontata magistralmente con arte e passione.

Il 6 agosto l’ Assemblea Fuori dal Fossile, i risultati, i programmi le visioni e le esperienze possibili “fuori dal Fossile” e la presentazione in anteprima del docufilm Poseidon realizzato dagli studenti di emergenzaclimatica.it. Gran Concerto in serata con i “Mamaragoo” da Bologna, con la loro musica reggae.

Il 7 agosto si parlerà di soluzioni locali, quali le comunità energetiche a Brindisi e Provincia. In serata i “Canti di Fine legislatura” di e con il cantacronache Ivan Dell’Edera che racconta le novità, le vicende politiche, sociali, culturali e sessuali dei cittadini e dei politici italiani.

L’8 Agosto faremo tutti i movimenti locali pugliesi il punto sul prossimo futuro: dalle azioni contro i depositi gas Edison a Brindisi, i depositi benzina/diesel di Brundisium, le lotte nel barese, contro la mafia xylella e altro. Si  chiude alla grande con un “fuoriclasse” della nostra regione, FIDO GUIDO & Rockin Roots Band + DJ Foggy.

Incontri e dibattiti inizieranno alle 18 e gli spettacoli dalle ore 20,30. Birra artigianale bio Gruit, vino locale, cena con piatti locali. Banchetti tematici e di comunità.

Info dove siamo https://goo.gl/maps/uMFwdHYcvXqHFLFZ9

PROGRAMMA DIBATTITI OSTUNI CLIMATE CAMP 2022 https://ostuniclimatecamp.wordpress.com/il-programma

PROGRAMMA ARTISTICO https://www.facebook.com/Cobaslavoratoridellospettacolobari ; Canale telegram TUO.

EXIT PROJECT

Clima, lavoro, ambiente, occupazione, futuro, presente: strategie dal basso per un’uscita reale dalla crisi.

Exit project/Strategie dal basso per un’uscita reale dalla crisi e’ un percorso gia’ in atto che si esprime in due date pubbliche—Domenica 10 Aprile ore 11.00 online e Domenica 8 Maggio con un’assemblea in presenza a Civitavecchia — e che accomuna lavoratori e lavoratrici Ex Gkn di Firenze, di Civitavecchia, dell’ex Ilva di Taranto e della marchigiana Caterpillar, e comunità resistenti di Per il clima fuori dal fossile.

Informazioni per partecipare all’assemblea on line di domenica 10 aprile 2022 ore 11.00: per iscrizioni inviare una e-mail a perilclimafuoridalfossile@gmail.com

La falsa dicotomia fra lavoro e ambiente è stata da sempre rappresentata come un’alternativa obbligata, senza uscita, una contraddizione che non era possibile superare.

Nelle occasioni di discussione e confronto che la Campagna Per Il Clima Fuori Dal Fossile ha promosso negli ultimi mesi questo tema è diventato oggetto di una riflessione collettiva alimentata dalla relazione fra gli attivisti per la giustizia climatica e le realtà autorganizzate di lavoratrici e lavoratori, da Taranto a Civitavecchia, da Jesi a Firenze.

Nasce da questo percorso condiviso l’intenzione di aggredire il nodo di questa falsa dicotomia e sperimentare insieme un suo superamento.

●Sconvolgimenti climatici, mancanza d’acqua, terre incoltivabili, migrazioni forzate; licenziamenti, delocalizzazioni, sfruttamento, avvelenamento ambientale: diverse immagini che descrivono le stesse cause e gli stessi responsabili.

●Cambiamenti climatici e impoverimento, devastazione ambientale e decadimento delle più elementari garanzie sociali sono facce della stessa medaglia, della stessa crisi che sta trascinando il mondo verso il baratro.

●Nessun governo, istituzione internazionale o consiglio di amministrazione di qualche corporation ci farà uscire dalla crisi.

●Per uscire dalla crisi dobbiamo prendere in mano il nostro destino, progettare noi stessi le strategie di uscita: dobbiamo essere noi a costruire le prospettive di azione che consentano di far vivere nel nostro presente, qui ed ora, un progetto di cambiamento radicale.

●Progettare il futuro significa anche progettare un adattamento alle compromissioni dell’ecosistema che già gravano pesantemente sulla vita dei singoli e delle popolazioni e a quelle che inevitabilmente interverranno, capace di imporre la centralità dei diritti e dei bisogni delle specie.

●Pensare il presente per costruire il futuro significa scegliere da che parte stare.

●Anche gli speculatori, gli estrattivisti, gli inquinatori hanno il loro progetto di cambiamento ed anche loro lo chiamano “transizione ecologica”. Ma la vera “transizione” a cui stanno lavorando non è quella ecologica: è quella “economica”, tutta capitalistica, che persegue la riorganizzazione dei sistemi di produzione e di estrazione del valore, anche attraverso i processi di digitalizzazione e della formazione scolastica, con l’obiettivo di salvaguardare la massimizzazione dei profitti.

●Il ricorso massiccio alle delocalizzazioni consentirà alle multinazionali di eludere a lungo gli obblighi sulle emissioni di CO2 e di trascinare verso il basso diritti e redditi delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso licenziamenti, taglio dei piani occupazionali, pratiche ritorsive volte a colpire rivendicazioni e forme di resistenza.

●Per lungo tempo i bisogni legati al lavoro sono stati contrapposti ai bisogni e alle rivendicazioni espressi dai movimenti in lotta per la tutela ambientale e climatica. Ma oggi il sipario dietro cui è stata abilmente occultata la strumentalità di tale contrapposizione è caduto sotto il peso dei fatti e della concreta condizione materiale in cui la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è costretta a vivere.

●Questa transizione non ci porterà fuori dalla crisi. Al contrario essa servirà a scaricare il più possibile i costi della transizione capitalistica, sulle classi lavoratrici, sulle comunità territoriali, sull’intero corpo sociale.

●Se non vogliamo subire una transizione che salvaguarderà i profitti passando attraverso la devastazione ambientale e sociale, dobbiamo costruire un nostro progetto di uscita dalla crisi.

●Ma non può esistere un progetto di uscita dalla crisi che non sia anche un progetto di uscita da quel sistema di produzione che la crisi l’ha prodotta e continua ogni giorno a generarla.

●Per aggredire la crisi climatica dobbiamo porci il problema di come, cosa e perchè produciamo, di quanto tempo di vita ci viene sottratto con un regime dell’orario di lavoro insensato dal punto di vista delle reali necessità umane, di quanta ricchezza sociale, patrimonio naturale e culturale, vengono ogni giorno espropriati, lasciandoci in cambio sempre più povertà e la corsa affannosa per la sopravvivenza.

●Per questo abbiamo bisogno di costruire luoghi dove sia possibile, andando oltre l’occasionalità e l’estemporaneità, aprire un confronto stabile tra pratiche e percorsi di lotta che si stanno producendo sia sul versante climatico-ambientale che sul versante del lavoro, dell’occupazione e del reddito.

●Da quest’esigenza nasce la proposta dell’assemblea che si terrà il 10 aprile, scaturita proprio dall’incontro tra la Campagna per il Clima Fuori dal Fossile e diverse rappresentanze di lavoratici e lavoratori in lotta contro le scelte criminali di grandi gruppi industriali e delle istituzioni che si rendono loro complici. ●Abbiamo bisogno di costruire adesso un nostro “exit project”, un progetto di uscita, capace di parlarci anche dell’uscita dalle tentazioni di rassegnazione, dalle comfort-zone, dall’illusorio rifugio nei recinti individualisti.

●Non siamo alla fine del mondo. E’ un mondo martoriato, sconvolto e segnato da cambiamenti probabilmente indelebili. Ma è il nostro mondo e l’unico che abbiamo. Non vogliamo “prendercelo” perchè non deve appartenere a nessuno: vogliamo “solo” liberarlo da chi se ne è impadronito.

Assemblea on line di domenica 10 aprile 2022 ore 11.00
Per partecipare è necessario iscriversi inviando una e-mail a perilclimafuoridalfossile@gmail.com
Verrà inviato alla mail con cui ci si iscrive il link per accedere alla stanza virtuale.


Campagna per il Clima – Fuori dal fossile

#Insorgiamo e Convergiamo tutt* il 26 marzo con la Gkn a Firenze

In questi mesi in tante piazze, cortei, assemblee, abbiamo parteggiato con la lotta dei lavoratori e le lavoratrici della GKN di Campo Bisenzio.
Ci siamo sentiti parte complice della loro presa di parola contro le delocalizzazioni, per lo sciopero generale e generalizzato, nella messa in discussione dei rapporti di forza nel mondo del lavoro, così come abbiamo avvertito la loro presenza e sintonia verso quelle movimentazioni che in tanti e tante abbiamo messo in moto intorno a questa sempre più contraddittoria e ambigua transizione ecologica, che assume forme e contenuti diversi, a seconda che sia imposta dall’alto o insorga dal basso.

Il sentirsi dalla stessa parte, il ritrovarsi nelle stesse piazze, il combattere da diversi fronti quelli che sempre più spesso si disvelano come gli stessi nemici, sono tutti segnali che ci indicano un percorso, certo ancora lungo, ma già vivo ed attivo in forme nuove che oltrepassano le agende imposte da altri.

Contestualmente al ritorno della guerra in seno all’Europa è passato nel dimenticatoio il nuovo rapporto dell’IPCC sui cambiamenti climatici dello scorso 28 febbraio, successivo a quello ben più noto del 2018, secondo il quale per contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1.5° sarebbe necessario ridurre le emissioni di gas CO2 e di gas climalteranti del 55% entro il 2030 e del 100% entro il 2050. La crisi climatica non è più solo un presagio futuribile, ma il nostro presente che ci impone quanto prima strategie nel contempo di adattamento a tutela dei bisogni sociali e di costruzione oggi dei percorsi di uscita dai modelli economici che quella crisi l’hanno prodotta. Il futuro prossimo dell’Europa, specie quella meridionale, cioè casa nostra, sarà caratterizzato da siccità e ondate di calore, intensità di inondazioni e aumento del livello del mare, progressiva scarsità delle risorse idriche, quell’acqua bene comune ancora e continuamente a rischio grazie alla nuova ondata di privatizzazioni del governo Draghi.
Crisi climatica, pandemia globale, e ora la guerra, hanno accelerato e precipitato processi di digitalizzazione dell’esistenza e di forme di controllo sempre più poliziesche, e allo stesso tempo di smisurata concentrazione di ricchezze finanziarie e produzione di povertà diffuse.
La guerra è sempre la continuazione della politica con altri mezzi, i più sporchi e ipocriti: qui cade ogni vincolo economico di bilancio, ora si silenzia ogni spazio di mediazione e conflitto.
Di fronte allo stato di emergenza, sono gli stessi responsabili della crisi a fornire le soluzioni: aumento delle spese militari e corsa agli armamenti, riapertura delle centrali a carbone e nuove trivellazioni, nucleare a fissione che tanto anche l’unione europea ci ha detto che è green.

La chiamata a convergere il 26 marzo, oggi, in questo contesto, amplifica il suo valore, e lo fa al rialzo, senza nulla togliere alle innumerevoli ragioni che lo hanno voluto e prefigurato, e facendo sintesi con il dato di eccezionalità dello scenario di guerra in cui ci vogliono impantanare.

Convergere significa mettere in comune come l’arma delle delocalizzazioni massimizzi i profitti d’impresa abbassando il costo del lavoro e i diritti dei lavoratori, globalizzi i capitali e localizzi la precarietà, e come egualmente eluda gli obblighi sull’abbattimento delle emissioni di CO2 creando nuovi rapporti coloniali, di sfruttamento, nuove ridefinizioni mondiali del mercato del lavoro, della produzione, delle esportazioni, ancora più inquinanti ed energivore.

Convergere verso un cambiamento radicale delle politiche energetiche, della mobilità, della riconversione industriale e della bonifica dei territori inquinati. Interrogativi all’ordine del giorno, sfide sulle quali misurarci. Per rompere il ricatto dei licenziamenti e delle delocalizzazioni, per la garanzia di un reddito diretto e indiretto, specie nell’attuale contesto di crisi economica che sta colpendo duramente le fasce sociali più deboli, con un grave e repentino innalzamento dei prezzi delle materie prime, dei beni di prima necessità, delle bollette e del costo della vita.
Convergere verso un’autentica transizione ecologica che passi attraverso il cambiamento dei modi di produzione, oltre e più che degli stili di vita. Oltre il consumo consapevole, le pratiche di economia stanziale e di prossimità, le forme di risparmio e di filiere corte energetiche, la microgenerazione diffusa da energie rinnovabili, vanno di pari passo aggredite le questioni del come del cosa del quanto produciamo, degli spostamenti dei confini delle nuove forme di accumulazione che privatizzano e riducono a merce la natura, il vivente, il sapere e la conoscenza, i beni comuni.

Convergere significa ancora che il muro divisorio della storica strumentalizzazione del presunto conflitto ambiente/lavoro, sempre aizzata da chi ben sappiamo in momenti nevralgici di decisione politica e con conseguenze spesso nefaste per la difesa dell’ambiente come del lavoro, oggi manifesta sempre più falle.
Convergere per continuare ad allargare queste crepe, intrecciare le mobilitazioni, stringere ancora di più i nodi tra lotte operaie e battaglie territoriali, tra saperi scientifici, tecnici e giuridici ed esperienze di democrazia e partecipazione diretta e dal basso. Oggi si diffondono sempre di più nuove consapevolezze e sperimentazioni che individuano nel legame tra garanzia del reddito e del lavoro, ed una reale e giusta transizione ecologica un passaggio ineludibile.


Il 26 marzo saremo a Firenze per convergere con il nostro pezzo di storia, con le nostre convinzioni, con i volti e i corpi delle attiviste e degli attivisti provenienti dalla lunga cartografia di questo paese che sacrifica intere comunità, pezzi di territorio, vite pulsanti, sull’altare del profitto dell’economia da fonti fossili, tossiche, nocive.

Campagna Per il clima fuori dal fossile 8 marzo ’22

Presidio Ravenna contro Cingolani ed ENI

Ravenna. La Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile” convoca una manifestazione – presidio in Piazza del Popolo per il 12 marzo

La Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile” convoca a Ravenna per sabato 12 marzo alle ore 11 una manifestazione-presidio in Piazza del Popolo per far sentire la propria protesta. Un portavoce assersice: “Una manifestazione organizzata da chi non vuole assoggettarsi alle scelte ambientali e sociali distruttive e all’inganno delle operazioni di “riverniciatura verde”, e non intende subire passivamente i venti di guerra, che nella dipendenza energetica trovano una delle cause principali. Invitiamo tutte e tutti a partecipare e divulgare l’iniziativa, portando con sé anche i simboli della Pace”.
Durante la manifestazione verrà lanciata la petizione per la riduzione delle bollette proposta dalla Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile”.
Nella nota stampa diffusa dalla Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile” si legge quanto segue:

“La drammatica fase storica che sta vivendo tutta l’Europa, con il catastrofico precipitare degli eventi in Ucraina, ha fra le sue cause principali la feroce contesa per le risorse energetiche.

Contrariamente a quello che affermano gran parte del mondo economico, le principali istituzioni e buona parte dell’informazione, non sarà con il ricorso alla moltiplicazione delle trivellazioni in Adriatico, Pianura Padana e in quasi tutta Italia (con conseguente irreversibile devastazione ambientale), e tantomeno con il ritorno al carbone o con il rilancio del nucleare, che ci libereremo dalla dipendenza energetica e dalle crisi internazionali ad essa collegate.

Senza contare che neppure i già timidi obiettivi europei e mondiali di decarbonizzazione e contenimento del riscaldamento del pianeta falliranno miseramente, se la strada dell’alternativa non verrà intrapresa.

Solo un vero programma di riduzione delle fonti fossili e di progressiva fuoriuscita da esse, e lo sviluppo di un nuovo modello energetico basato sulle rinnovabili, sulle comunità energetiche, su un serio piano di risparmio e sulla tutela dell’ambiente, può dare alle future generazioni la speranza per l’ avvenire.

ENI e gli altri colossi dell’ energia sono diventati il vero governo del nostro Paese, e le Istituzioni nazionali e locali sono in gran parte asservite alle loro scelte, che porteranno al peggioramento della già drammatica crisi ambientale e a sempre maggiori pericoli per l’umanità intera.”

25/02: Presidio contro incidente raffineria API di Falconara

Il laboratorio Falkatraz insieme ai comitati Comitato Mal’aria – Falconara M. e Ondaverde, da tanto da troppo, storicamente, impegnati dal basso e in forma autorganizzata, in questa lunga e brutta storia, domani 25 febbraio invitano tutte e tutti ad un presidio in piazza del Municipio, davanti a Palazzo Bianchi alle ore 18.30 dopo i gravi fatti di oggi successi alla raffineria Api.

E’ necessario dare da parte di tutti e tutte un segnale. Noi non minimizziamo, non ci arrendiamo, non intendiamo più accettare questo stato di cose costellato da continue emergenze che rendono la vivibilità della nostra Città non più sostenibile…

A domani

Campagna Per il Clima Fuori dal Fossile

Assemblea nazionale AMBIENTE, CLIMA, ENERGIA, BOLLETTE

Costruiamo e proponiamo soluzioni dal basso da condividere ed applicare nella realtà per uscire dal fossile.

 ❗❗❗🌎 Cambiare la realtà opprimente che viviamo e smontare le narrazioni tossiche che portano all’inazione. Salvare il pianeta e noi stessi dal modello estrattivista delle grandi opere inutili e dannose è urgente e necessario.Ma non basta riunirsi, opporsi con le sole parole anche se importanti, dobbiamo costruire il futuro che vogliamo.L’alternativa non può venire dallo stesso sistema che ci opprime!

💪 Possiamo vincere le lotte ambientali, sociali, per la giustizia climatica solo organizzandole e vivendole in prima persona. È quello che cerchiamo di fare attraverso la campagna nazionale Per il Clima Fuori dal Fossile. Siamo comunità territoriali, comitati, realtà di lotta e cittadini che si battono per la giustizia climatica, la difesa degli ecosistemi e che lottano per uscire dal fossile, causa prima di devastazioni, inquinamenti climalteranti e danni alla salute

.⛽ Le politiche energetiche governative continuano a favorire le fonti fossili, con la costruzione di nuovi gasdotti, centrali a gas, l’autorizzazione a nuove trivellazioni e miliardi di incentivi o sgravi fiscali erogati ogni anno in favore di filiere energivore e inquinanti.

🚶‍♀🚶 Eppure essere movimento, camminare cambiando, praticare il conflitto, costruire la società a nostra misura, non è impossibile.Possiamo agire già da ora per costruire vertenze, spazi, comunità, energie ed economie alternative e dal basso.Facciamolo insieme!

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Ti invitiamo all’assemblea via web che abbiamo organizzato per il 26 gennaio, ore 17:30.Per partecipare invia una mail a perilclimafuoridalfossile@gmail.com
L’assemblea sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook
https://www.facebook.com/perilclimafuoridalfossile

21/11: Assemblea Generale a Falconara

Per il clima Fuori dal fossile 3.0, dal 2019 ad oggi, in Assemblea Generale il prossimo 21 NOVEMBRE A FALCONARA NELLE MARCHE.

Siamo una storia che scriviamo ogni giorno, uno spazio attivo di connessioni e relazioni, un luogo di partecipazione, elaborazione e azione, animato da comitati territoriali, giovani generazioni di attivisti per la giustizia climatica, esperienze storiche dell’ambientalismo insieme a nuove realtà di partecipazione attiva.

Per questo ci siamo riconosciuti come una CAMPAGNA NAZIONALE, quale misura di un percorso comune che salvaguarda le rispettive autonomie e le concentra verso obiettivi comuni: la messa in questione del sistema e del modo di produzione causa dell’attuale crisi ecologica economica pandemica epocale, e per questo FUORI DAL FOSSILE; ma anche PER IL CLIMA , nel prefigurare una giusta e diversa transizione ecologica che verta sul protagonismo dei movimenti per la giustizia sociale e climatica e di quelli insorgenti che rivendicano nuovi diritti e garanzie sul terreno del lavoro.

Oltre tre anni fa, agli inizi del 2019, abbiamo immaginato questa sfida, abbiamo seminato delle proposte, che poi hanno attraversato le mobilitazioni di marzo con la grande manifestazione di Roma per il clima e contro le grandi opere inutili e con l’insorgenza dei global climate strikes degli fff.

Successivamente abbiamo resistito e continuato le mobilitazioni nel pieno della pandemia e nell’era del lockdown e dello stato di emergenza. Ora sullo slancio di questa nuova fase di protagonismo dei movimenti avvertiamo la necessità di interrogarci sulle nuove prospettive, sui percorsi in grado di misurarsi con il contesto attuale e di mantenere sempre aperta la Campagna a nuovi compagn* di viaggio, sulle modalità attraverso cui è possibile rinforzare e sviluppare i nostri strumenti organizzativi.

IL FUTURO E’ NOSTRO, RIPRENDIAMOCELO

Programma Assemblea nazionale del 21/11

Il programma dettagliato della nostra Assemblea Generale di domenica 21 novembre a Falconara Marittima.

Qui in pdf https://www.inventati.org/…/2021/11/Assemblea-FDF-odg.pdf

H. 10,00: SALUTI E INTRODUZIONE ALL’ASSEMBLEAH.

10,30“IL CONTESTO GENERALE ALL’INTERNO DEL QUALE LA CAMPAGNA E’ CHIAMATA AD AGIRE: UN CONFRONTO SULLA FASE CHE STIAMO ATTRAVERSANDO

”FOCUS:La Campagna per il Clima Fuori dal Fossile è nata il 3 febbraio del 2019. E’, dunque, una Campagna giovane. Ma il tempo non è fatto solo di anni, mesi e giorni. Il tempo è fatto anche delle vicende umane che lo attraversano e che lo occupano. A poco più di un anno dalla sua nascita la Campagna ha dovuto fare i conti con la crisi pandemica e con le enormi problematiche che si sono riversate nella possibilità di intraprendere azioni comuni e collettive. Nonostante questo la Campagna è sopravvissuta e, anzi, è riuscita ad arricchirsi di nuove partecipazioni, di nuove iniziative e di nuovi contributi. Nel tempo trascorso da quando la Campagna ha preso vita il contesto generale si è profondamente modificato e la pandemia ha prodotto accelerazioni e precipitazioni poco tempo prima imprevedibili. A differenza di qualche anno fa, oggi il tema della transizione ecologica è oramai di “pubblico dominio”, spazia nella comunicazione mainstream, viene assunto dagli stessi responsabili del disastro ecologico del pianeta come dispositivo di legittimazione delle loro scelte e dei loro piani. Dietro al paravento della “transizione ecologica” si veicolano progetti e programmi che, in realtà, mantengono ben salda al centro delle strategie la salvaguardia dei profitti, gli adeguamenti necessari al sistema per sopravvivere, con il suo portato di distruzione e sfruttamento, nell’epoca della crisi climatica ed ambientale. Ma in questi anni anche la consapevolezza sociale dell’urgenza di cambiamenti radicali si è diffusa, ha preso corpo ed ha espresso una ricca molteplicità di forme di opposizione e contrasto alle politiche di devastazione ambientale e sociale. Quale lettura diamo del contesto generale dentro cui la Campagna dovrà muoversi nei prossimi mesi? Come sottrarsi al costante tentativo di recuperare il tema della transizione ecologica dentro progetti e programmi che vanno in tutt’altra direzione? Come garantire l’autonomia dei nostri percorsi e delle nostre proposte? Come legare sempre di più nella pratica gli obiettivi specifici della Campagna ad una visione più generale che investe il complessivo modello di produzione? Alla luce delle riflessioni che svilupperemo insieme La Campagna per il Clima Fuori dal Fossile pone all’ordine del giorno dell’assemblea anche la necessità di procedere insieme ad una rilettura e aggiornamento del manifesto fondativo. Non è solo una questione di contenuti, ma anche di metodo: la Campagna è una realtà dinamica che vuole misurarsi costantemente con i cambiamenti che investono il contesto all’interno del quale si trova ad agire e con i riflessi che tali cambiamenti producono nelle prospettive e nelle strategie di perseguimento degli obiettivi.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI°°°°°°

H. 12,30“LAVORO, REDDITO, SALUTE E AMBIENTE: ESPERIENZE DI RICOMPOSIZIONE NELLA COMUNE BATTAGLIA PER IL CLIMA CONTRO IL FOSSILE”

FOCUS:Il precipitare della crisi climatica e ambientale, il tempo sempre più breve che ci separa dal punto di non ritorno, apre crepe sempre più profonde in quella parete divisoria che per lungo tempo è stata strumentalmente interposta tra la sfera dei bisogni connessi al reddito ed al lavoro e la sfera dei bisogni connessi alla salute ed alla tutela ambientale. Anche su questo versante si diffondono sempre di più nuove consapevolezze e sperimentazioni che individuano nel legame tra garanzia del reddito e del lavoro ed una reale transizione ecologica un passaggio ineludibile. L’uscita dal fossile ed un cambiamento radicale delle politiche energetiche investono inevitabilmente la sfera della produzione: per questo rompere il ricatto dei licenziamenti e della mancanza di reddito è fondamentale per vincere la battaglia. La necessaria garanzia delle condizioni materiali di esistenza all’interno dei percorsi di fuoriuscita dal fossile e di salvaguardia climatica impone di interrogarci sui passaggi che possono incrementare le sperimentazioni di ricomposizione tra garanzia del reddito, diretto e indiretto, e garanzia della salute e dell’ambiente. Questo significa anche interrogarsi sul contesto di crisi economica che sta colpendo duramente le fasce sociali con un grave e repentino innalzamento dei prezzi e dei costi delle bollette e con la nuova ondata di privatizzazioni orchestrata con il Disegno di Legge sulla concorrenza ed il mercato.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI

H. 14,00 – 14,45: PAUSA PRANZO°°°°°°H.

14,45“ESPERIENZE MATURATE NELLA LOTTA PER LA GIUSTIZIA CLIMATICA. PROSPETTIVE DELLA CAMPAGNA E PROPOSTE PER LE INIZIATIVE FUTURE”

FOCUS: Come abbiamo scritto nell’appello di indizione dell’assemblea “siamo una storia che scriviamo ogni giorno”: in questa “scrittura” ci poniamo permanentemente il problema di come allargare la Campagna e di come diffonderne i terreni di lotta. Nel confronto assembleare è necessario tracciare insieme le coordinate con le quali pensiamo di affrontare i prossimi mesi di attività ed iniziative. In particolare: 1) Quali possono essere i percorsi di allargamento della Campagna, il che significa interrogarsi non su come allunghiamo la lista delle adesioni, ma su come estendiamo le connessioni reali e fattive con altre realtà in lotta che condividono gli obiettivi della Campagna e la visione all’interno della quale tali obiettivi si collocano. In questa prospettiva è importante anche mettere in cantiere una call/webinar nazionale, che consentirebbe la connessione e la partecipazione anche a situazioni territorialmente distanti e dove potremmo socializzare le nostre proposte e prospettive; 2) Quali sono i terreni che nel breve e medio periodo individuiamo come primari nello sviluppo delle lotte contro il fossile e in difesa del clima; 3) Quali sono le prossime iniziative che, alla luce dell’analisi del contesto in cui ci muoviamo, pensiamo di calendarizzare nei prossimi mesi in un’ottica di progressione della nostra capacità di intervento; 4) Come riusciamo, alla luce della dimensione territorializzata delle realtà che compongono la Campagna, a qualificare e potenziare le iniziative “sincronizzate”, in grado di connettere all’interno dello stesso spazio temporale e comunicativo momenti di lotta diffusi a livello territoriale; 5) Quali sono le possibili interconnessioni con altre campagne e realtà in lotta e quali sono i passaggi attraverso cui tali connessioni possono essere costruite e rese fattive.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI°°°°°°

H. 17,30“GLI ASSETTI ORGANIZZATIVI DELLA CAMPAGNA”FOCUS

:Ovviamente obiettivi e prospettive rischiano di restare lettera morta o, comunque, di esprimere solo parzialmente il proprio potenziale, se la Campagna non affina e non ottimizza il proprio impianto organizzativo. L’assemblea deve essere l’occasione per rivedere le modalità di funzionamento interno della Campagna e, in particolare, per potenziare i propri strumenti di comunicazione all’esterno. Su questo versante abbiamo conseguito nel tempo risultati importanti, ma c’è ancora molto che possiamo fare sia qualificando gli strumenti sotto il profilo tecnico, sia ampliando i livelli di responsabilizzazione e compartecipazione di tutti noi nelle attività di comunicazione e diffusione della Campagna.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI°°°°°°

H. 18,30 CONCLUSIONI

PS: RINGRAZIAMO Nicola Gobbi, illustratore e fumettista, per la bellissima immagine di copertinaPS2: Gli ampi spazi del FabLab di via del commercio 4, che ospitano l’evento, consentono la capienza di circa cento persone, nel rispetto delle precauzioni sul covid. E’ consigliata la prenotazione per chi intende partecipare alla giornata nella sua interezza e soprattutto fruire del pranzo con menu’ anche vegano.

Per ulteriori info e prenotazioni scrivete alla nostra pagina facebook oppure a falkatrazonlus@gmail.com