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Ostuni Climate Camp 2022

COMUNICATO STAMPA : OSTUNI CLIMATE CAMP 2022. Liberatevi!

Liberatevi perché anche quest’anno è tutto pronto per l “Ostuni Climate Camp 2022” organizzato e promosso dalla Confederazione Cobas, dalla Campagna Nazionale Per il Clima Fuori dal Fossile, dal Movimento NoTap/Snam di Brindisi, dagli studenti di Emergenzaclimatica.it., da T.U.O. teatri urbani organizzati e da LDS lavoratori dello spettacolo autorganizzati Cobas Puglia, numerosi attivisti e attiviste, associazioni, lavoratori e lavoratrici, oltreché cittadinie cittadine, che hanno partecipato a tutte le lotte di questi difficili anni; un’ Estate all’insegna della socialità, della cultura, della libera informazione e della partecipazione.

Per ben 12 giorni dal 28 luglio all’8 Agosto 2022 lo spazio aperto Costa Merlata, Ostuni (Brindisi) sarà protagonista con iniziative, assemblee, incontri, mostre, spettacoli e live, dove convergeranno “Nuove energie”, all’insegna della socialità, della politica sindacale, delle “emergenze” oltre le emergenze, dell’ambiente e del clima, della cultura “fuori dal comune”.

Non ci saranno scalette di interventi né nomi di studiosi o sigle nei dibattiti, perché vogliamo tavole rotonde e open microfono continuativo per far parlare tutt* in momenti anche informali.

Il prologo sarà curato il 28 e il 29 luglio dai Lavoratori e dalle lavoratrici dello spettacolo autorganizzati Cobas Puglia con “Lido La Lotta” la festa dei teatri e delle musiche indipendenti e dal 30 LUGLIO al 8 AGOSTO 2022 una nuova edizione

dell’ “OSTUNI CLIMATE CAMP 2022”, sulla scia delle iniziative nazionali dei Climate Camp che si svolgeranno a Torino, Venaus e poi a Venezia.

La Comunicazione alterata che si diffonde dai nostri dispositivi, normalizza le barbarie della guerra e della povertà, aumenta paure, regolarizza lo sfruttamento ed impoverisce economie e comunicazioni interpersonali, inquina i diritti di tutti e tutte a tutti i costi a causa della crisi, ormai non convince più nessuno. Tra aumenti delle bollette, nuove opere di gas, biogas, GNL, inceneritori, gasdotti, le compagnie multinazionali stanno raschiando il fondo per fare ulteriori extra profitti, affossando gli obiettivi climatici fissati da ONU, Europa e Italia.

L’Ostuni Climate Camp 2022 sarà l’occasione e l’opportunità di confrontarsi senza filtri, fuori dalla paura e oltre la solitudine, con l’obiettivo di affrontare insieme e con coraggio il nuovo tempo che stiamo costruendo insieme, partendo dalle conoscenze che abbiamo raccolto riguardo l’emergenza climatica.

Partiamo con LIDO LA LOTTA, il “prologo” all’ OSTUNI CLIMATE CAMP, a cura dei lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo Autorganizzati Cobas Puglia che oltre ad esibirsi, racconteranno le rivendicazioni, le proposte e le storie del “Sistema dello spettacolo dal vivo” che da due anni raccontano nelle piazze regionali e nazionale.

Si inizia il 28 Luglio con lo spettacolo tradizionali di burattini “le guarattelle del m° burattinaio Enrico Francone e le avventure di Pulcinella, seguirà un concerto di musica popolare della “Popolare Sud Est” con i musicisti Daniele Massaro, Luigi Marra, Leonardo Cordella, Francesca Vasta e la danzatrice Alessandra Bellomo.

Il 29 Luglio sarà festa speciale: una “JAM degli Intermittenti”, un varietà impopolare tra poesia musica teatro e altro esplorando altre forme e tempi di rappresentazione.

L’ Ostuni Climate Camp inizia ufficialmente il 30 Luglio 2022 con un tributo musicale e artistico a Tonino lu Marinari, compagno di lotte e di cultura di Ostuni, con la partecipazione di chi lo conosceva. Seguirà il concerto in forma di Jam del mandolinista Mauro Semeraro con Giovanni de Palma alla chitarra e Fatmir Pireci al cifteli.

Poi dal 31 Luglio 2022 entriamo dal vivo della manifestazione con l’assemblea dei movimenti internazionali su GNL e rigassificatori con iniziative da portare alla Cop27. Il Camp aderisce alle iniziative della rete contro i rigassificatori di Piombino, Ravenna, Porto Scuso. Segue in serata le performance di due artiste: Sabrina De Mitri, One Woman Band, che presenta il suo viaggio elettro-acustico “To The Moon and Back”, insieme al contributo fotografico di Fabrizia Chicoli.

L’ 1 Agosto parleremo delle “lotte in tempi di guerra” in occasione dell’assassinio di Maldonado, in cui incontreremo storie di Mapuche, Curdi, Palestinesi, e tutti i popoli da sempre migranti, con spettacoli e mostre a tema. A seguire l’artista e attivista Pippo Marzulli ci porterà nel mondo Mapuche con lo spettacolo “Una Canzone per Santiago” accompagnato da Nico Losito e una mostra “poetica “, a seguire ritornano sul palco gli “Scamnum”, storica band reggae pugliese.

Il 2 Agosto si parla di esclusione di gas e nucleare come fonti green nella tassonomia europea. Seguirà la serata di tributo a Sante con ospiti speciali.

Il 3 Agosto: Guerra, Militarizzazione, Energia. L’impatto della guerra sul riarmo e il ritorno alle fonti fossili. Con Antonio Mazzeo, Alfonso di Stefano. Segue Federico Ancona con la performance “Coro Dal Fuori” a seguire gran concerto di musica afro beat con i “Muriki”.

Il 4 Agosto EXIT Project: 2021-2022: Taranto libera? Alle radici di un decennio di lotte tra salute, ambiente e lavoro. In serata “Peace” con l’attore Nicola Eboli, una stand Up “fuori standard” e altamente provocatoria. Seguirà, per compensare l’effetto catartico, la voce del musicista tarantino Enzo Granella con un “è Solo un live”.

Il 5 Agosto la Giustizia Climatica sarà il tema principale su cui convergeranno molte altre energie umane, informazioni relative alle azioni giudiziarie e spinte dei movimenti contro le grandi opere inutili : da Giudizio Universale all’azione contro lo Stato per salvare gli Ulivi di Attuare la Costituzione. In serata ritornano, dopo meditato silenzio, le parole dell’ attore pugliese Massimo Zaccaria con lo spettacolo la “Cisterna”, la storia di una triste tragedia accaduta a Molfetta, una vicenda di morte sul lavoro, raccontata magistralmente con arte e passione.

Il 6 agosto l’ Assemblea Fuori dal Fossile, i risultati, i programmi le visioni e le esperienze possibili “fuori dal Fossile” e la presentazione in anteprima del docufilm Poseidon realizzato dagli studenti di emergenzaclimatica.it. Gran Concerto in serata con i “Mamaragoo” da Bologna, con la loro musica reggae.

Il 7 agosto si parlerà di soluzioni locali, quali le comunità energetiche a Brindisi e Provincia. In serata i “Canti di Fine legislatura” di e con il cantacronache Ivan Dell’Edera che racconta le novità, le vicende politiche, sociali, culturali e sessuali dei cittadini e dei politici italiani.

L’8 Agosto faremo tutti i movimenti locali pugliesi il punto sul prossimo futuro: dalle azioni contro i depositi gas Edison a Brindisi, i depositi benzina/diesel di Brundisium, le lotte nel barese, contro la mafia xylella e altro. Si  chiude alla grande con un “fuoriclasse” della nostra regione, FIDO GUIDO & Rockin Roots Band + DJ Foggy.

Incontri e dibattiti inizieranno alle 18 e gli spettacoli dalle ore 20,30. Birra artigianale bio Gruit, vino locale, cena con piatti locali. Banchetti tematici e di comunità.

Info dove siamo https://goo.gl/maps/uMFwdHYcvXqHFLFZ9

PROGRAMMA DIBATTITI OSTUNI CLIMATE CAMP 2022 https://ostuniclimatecamp.wordpress.com/il-programma

PROGRAMMA ARTISTICO https://www.facebook.com/Cobaslavoratoridellospettacolobari ; Canale telegram TUO.

EXIT PROJECT

Clima, lavoro, ambiente, occupazione, futuro, presente: strategie dal basso per un’uscita reale dalla crisi.

Exit project/Strategie dal basso per un’uscita reale dalla crisi e’ un percorso gia’ in atto che si esprime in due date pubbliche—Domenica 10 Aprile ore 11.00 online e Domenica 8 Maggio con un’assemblea in presenza a Civitavecchia — e che accomuna lavoratori e lavoratrici Ex Gkn di Firenze, di Civitavecchia, dell’ex Ilva di Taranto e della marchigiana Caterpillar, e comunità resistenti di Per il clima fuori dal fossile.

Informazioni per partecipare all’assemblea on line di domenica 10 aprile 2022 ore 11.00: per iscrizioni inviare una e-mail a perilclimafuoridalfossile@gmail.com

La falsa dicotomia fra lavoro e ambiente è stata da sempre rappresentata come un’alternativa obbligata, senza uscita, una contraddizione che non era possibile superare.

Nelle occasioni di discussione e confronto che la Campagna Per Il Clima Fuori Dal Fossile ha promosso negli ultimi mesi questo tema è diventato oggetto di una riflessione collettiva alimentata dalla relazione fra gli attivisti per la giustizia climatica e le realtà autorganizzate di lavoratrici e lavoratori, da Taranto a Civitavecchia, da Jesi a Firenze.

Nasce da questo percorso condiviso l’intenzione di aggredire il nodo di questa falsa dicotomia e sperimentare insieme un suo superamento.

●Sconvolgimenti climatici, mancanza d’acqua, terre incoltivabili, migrazioni forzate; licenziamenti, delocalizzazioni, sfruttamento, avvelenamento ambientale: diverse immagini che descrivono le stesse cause e gli stessi responsabili.

●Cambiamenti climatici e impoverimento, devastazione ambientale e decadimento delle più elementari garanzie sociali sono facce della stessa medaglia, della stessa crisi che sta trascinando il mondo verso il baratro.

●Nessun governo, istituzione internazionale o consiglio di amministrazione di qualche corporation ci farà uscire dalla crisi.

●Per uscire dalla crisi dobbiamo prendere in mano il nostro destino, progettare noi stessi le strategie di uscita: dobbiamo essere noi a costruire le prospettive di azione che consentano di far vivere nel nostro presente, qui ed ora, un progetto di cambiamento radicale.

●Progettare il futuro significa anche progettare un adattamento alle compromissioni dell’ecosistema che già gravano pesantemente sulla vita dei singoli e delle popolazioni e a quelle che inevitabilmente interverranno, capace di imporre la centralità dei diritti e dei bisogni delle specie.

●Pensare il presente per costruire il futuro significa scegliere da che parte stare.

●Anche gli speculatori, gli estrattivisti, gli inquinatori hanno il loro progetto di cambiamento ed anche loro lo chiamano “transizione ecologica”. Ma la vera “transizione” a cui stanno lavorando non è quella ecologica: è quella “economica”, tutta capitalistica, che persegue la riorganizzazione dei sistemi di produzione e di estrazione del valore, anche attraverso i processi di digitalizzazione e della formazione scolastica, con l’obiettivo di salvaguardare la massimizzazione dei profitti.

●Il ricorso massiccio alle delocalizzazioni consentirà alle multinazionali di eludere a lungo gli obblighi sulle emissioni di CO2 e di trascinare verso il basso diritti e redditi delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso licenziamenti, taglio dei piani occupazionali, pratiche ritorsive volte a colpire rivendicazioni e forme di resistenza.

●Per lungo tempo i bisogni legati al lavoro sono stati contrapposti ai bisogni e alle rivendicazioni espressi dai movimenti in lotta per la tutela ambientale e climatica. Ma oggi il sipario dietro cui è stata abilmente occultata la strumentalità di tale contrapposizione è caduto sotto il peso dei fatti e della concreta condizione materiale in cui la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è costretta a vivere.

●Questa transizione non ci porterà fuori dalla crisi. Al contrario essa servirà a scaricare il più possibile i costi della transizione capitalistica, sulle classi lavoratrici, sulle comunità territoriali, sull’intero corpo sociale.

●Se non vogliamo subire una transizione che salvaguarderà i profitti passando attraverso la devastazione ambientale e sociale, dobbiamo costruire un nostro progetto di uscita dalla crisi.

●Ma non può esistere un progetto di uscita dalla crisi che non sia anche un progetto di uscita da quel sistema di produzione che la crisi l’ha prodotta e continua ogni giorno a generarla.

●Per aggredire la crisi climatica dobbiamo porci il problema di come, cosa e perchè produciamo, di quanto tempo di vita ci viene sottratto con un regime dell’orario di lavoro insensato dal punto di vista delle reali necessità umane, di quanta ricchezza sociale, patrimonio naturale e culturale, vengono ogni giorno espropriati, lasciandoci in cambio sempre più povertà e la corsa affannosa per la sopravvivenza.

●Per questo abbiamo bisogno di costruire luoghi dove sia possibile, andando oltre l’occasionalità e l’estemporaneità, aprire un confronto stabile tra pratiche e percorsi di lotta che si stanno producendo sia sul versante climatico-ambientale che sul versante del lavoro, dell’occupazione e del reddito.

●Da quest’esigenza nasce la proposta dell’assemblea che si terrà il 10 aprile, scaturita proprio dall’incontro tra la Campagna per il Clima Fuori dal Fossile e diverse rappresentanze di lavoratici e lavoratori in lotta contro le scelte criminali di grandi gruppi industriali e delle istituzioni che si rendono loro complici. ●Abbiamo bisogno di costruire adesso un nostro “exit project”, un progetto di uscita, capace di parlarci anche dell’uscita dalle tentazioni di rassegnazione, dalle comfort-zone, dall’illusorio rifugio nei recinti individualisti.

●Non siamo alla fine del mondo. E’ un mondo martoriato, sconvolto e segnato da cambiamenti probabilmente indelebili. Ma è il nostro mondo e l’unico che abbiamo. Non vogliamo “prendercelo” perchè non deve appartenere a nessuno: vogliamo “solo” liberarlo da chi se ne è impadronito.

Assemblea on line di domenica 10 aprile 2022 ore 11.00
Per partecipare è necessario iscriversi inviando una e-mail a perilclimafuoridalfossile@gmail.com
Verrà inviato alla mail con cui ci si iscrive il link per accedere alla stanza virtuale.


Campagna per il Clima – Fuori dal fossile

#Insorgiamo e Convergiamo tutt* il 26 marzo con la Gkn a Firenze

In questi mesi in tante piazze, cortei, assemblee, abbiamo parteggiato con la lotta dei lavoratori e le lavoratrici della GKN di Campo Bisenzio.
Ci siamo sentiti parte complice della loro presa di parola contro le delocalizzazioni, per lo sciopero generale e generalizzato, nella messa in discussione dei rapporti di forza nel mondo del lavoro, così come abbiamo avvertito la loro presenza e sintonia verso quelle movimentazioni che in tanti e tante abbiamo messo in moto intorno a questa sempre più contraddittoria e ambigua transizione ecologica, che assume forme e contenuti diversi, a seconda che sia imposta dall’alto o insorga dal basso.

Il sentirsi dalla stessa parte, il ritrovarsi nelle stesse piazze, il combattere da diversi fronti quelli che sempre più spesso si disvelano come gli stessi nemici, sono tutti segnali che ci indicano un percorso, certo ancora lungo, ma già vivo ed attivo in forme nuove che oltrepassano le agende imposte da altri.

Contestualmente al ritorno della guerra in seno all’Europa è passato nel dimenticatoio il nuovo rapporto dell’IPCC sui cambiamenti climatici dello scorso 28 febbraio, successivo a quello ben più noto del 2018, secondo il quale per contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1.5° sarebbe necessario ridurre le emissioni di gas CO2 e di gas climalteranti del 55% entro il 2030 e del 100% entro il 2050. La crisi climatica non è più solo un presagio futuribile, ma il nostro presente che ci impone quanto prima strategie nel contempo di adattamento a tutela dei bisogni sociali e di costruzione oggi dei percorsi di uscita dai modelli economici che quella crisi l’hanno prodotta. Il futuro prossimo dell’Europa, specie quella meridionale, cioè casa nostra, sarà caratterizzato da siccità e ondate di calore, intensità di inondazioni e aumento del livello del mare, progressiva scarsità delle risorse idriche, quell’acqua bene comune ancora e continuamente a rischio grazie alla nuova ondata di privatizzazioni del governo Draghi.
Crisi climatica, pandemia globale, e ora la guerra, hanno accelerato e precipitato processi di digitalizzazione dell’esistenza e di forme di controllo sempre più poliziesche, e allo stesso tempo di smisurata concentrazione di ricchezze finanziarie e produzione di povertà diffuse.
La guerra è sempre la continuazione della politica con altri mezzi, i più sporchi e ipocriti: qui cade ogni vincolo economico di bilancio, ora si silenzia ogni spazio di mediazione e conflitto.
Di fronte allo stato di emergenza, sono gli stessi responsabili della crisi a fornire le soluzioni: aumento delle spese militari e corsa agli armamenti, riapertura delle centrali a carbone e nuove trivellazioni, nucleare a fissione che tanto anche l’unione europea ci ha detto che è green.

La chiamata a convergere il 26 marzo, oggi, in questo contesto, amplifica il suo valore, e lo fa al rialzo, senza nulla togliere alle innumerevoli ragioni che lo hanno voluto e prefigurato, e facendo sintesi con il dato di eccezionalità dello scenario di guerra in cui ci vogliono impantanare.

Convergere significa mettere in comune come l’arma delle delocalizzazioni massimizzi i profitti d’impresa abbassando il costo del lavoro e i diritti dei lavoratori, globalizzi i capitali e localizzi la precarietà, e come egualmente eluda gli obblighi sull’abbattimento delle emissioni di CO2 creando nuovi rapporti coloniali, di sfruttamento, nuove ridefinizioni mondiali del mercato del lavoro, della produzione, delle esportazioni, ancora più inquinanti ed energivore.

Convergere verso un cambiamento radicale delle politiche energetiche, della mobilità, della riconversione industriale e della bonifica dei territori inquinati. Interrogativi all’ordine del giorno, sfide sulle quali misurarci. Per rompere il ricatto dei licenziamenti e delle delocalizzazioni, per la garanzia di un reddito diretto e indiretto, specie nell’attuale contesto di crisi economica che sta colpendo duramente le fasce sociali più deboli, con un grave e repentino innalzamento dei prezzi delle materie prime, dei beni di prima necessità, delle bollette e del costo della vita.
Convergere verso un’autentica transizione ecologica che passi attraverso il cambiamento dei modi di produzione, oltre e più che degli stili di vita. Oltre il consumo consapevole, le pratiche di economia stanziale e di prossimità, le forme di risparmio e di filiere corte energetiche, la microgenerazione diffusa da energie rinnovabili, vanno di pari passo aggredite le questioni del come del cosa del quanto produciamo, degli spostamenti dei confini delle nuove forme di accumulazione che privatizzano e riducono a merce la natura, il vivente, il sapere e la conoscenza, i beni comuni.

Convergere significa ancora che il muro divisorio della storica strumentalizzazione del presunto conflitto ambiente/lavoro, sempre aizzata da chi ben sappiamo in momenti nevralgici di decisione politica e con conseguenze spesso nefaste per la difesa dell’ambiente come del lavoro, oggi manifesta sempre più falle.
Convergere per continuare ad allargare queste crepe, intrecciare le mobilitazioni, stringere ancora di più i nodi tra lotte operaie e battaglie territoriali, tra saperi scientifici, tecnici e giuridici ed esperienze di democrazia e partecipazione diretta e dal basso. Oggi si diffondono sempre di più nuove consapevolezze e sperimentazioni che individuano nel legame tra garanzia del reddito e del lavoro, ed una reale e giusta transizione ecologica un passaggio ineludibile.


Il 26 marzo saremo a Firenze per convergere con il nostro pezzo di storia, con le nostre convinzioni, con i volti e i corpi delle attiviste e degli attivisti provenienti dalla lunga cartografia di questo paese che sacrifica intere comunità, pezzi di territorio, vite pulsanti, sull’altare del profitto dell’economia da fonti fossili, tossiche, nocive.

Campagna Per il clima fuori dal fossile 8 marzo ’22

Presidio Ravenna contro Cingolani ed ENI

Ravenna. La Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile” convoca una manifestazione – presidio in Piazza del Popolo per il 12 marzo

La Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile” convoca a Ravenna per sabato 12 marzo alle ore 11 una manifestazione-presidio in Piazza del Popolo per far sentire la propria protesta. Un portavoce assersice: “Una manifestazione organizzata da chi non vuole assoggettarsi alle scelte ambientali e sociali distruttive e all’inganno delle operazioni di “riverniciatura verde”, e non intende subire passivamente i venti di guerra, che nella dipendenza energetica trovano una delle cause principali. Invitiamo tutte e tutti a partecipare e divulgare l’iniziativa, portando con sé anche i simboli della Pace”.
Durante la manifestazione verrà lanciata la petizione per la riduzione delle bollette proposta dalla Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile”.
Nella nota stampa diffusa dalla Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile” si legge quanto segue:

“La drammatica fase storica che sta vivendo tutta l’Europa, con il catastrofico precipitare degli eventi in Ucraina, ha fra le sue cause principali la feroce contesa per le risorse energetiche.

Contrariamente a quello che affermano gran parte del mondo economico, le principali istituzioni e buona parte dell’informazione, non sarà con il ricorso alla moltiplicazione delle trivellazioni in Adriatico, Pianura Padana e in quasi tutta Italia (con conseguente irreversibile devastazione ambientale), e tantomeno con il ritorno al carbone o con il rilancio del nucleare, che ci libereremo dalla dipendenza energetica e dalle crisi internazionali ad essa collegate.

Senza contare che neppure i già timidi obiettivi europei e mondiali di decarbonizzazione e contenimento del riscaldamento del pianeta falliranno miseramente, se la strada dell’alternativa non verrà intrapresa.

Solo un vero programma di riduzione delle fonti fossili e di progressiva fuoriuscita da esse, e lo sviluppo di un nuovo modello energetico basato sulle rinnovabili, sulle comunità energetiche, su un serio piano di risparmio e sulla tutela dell’ambiente, può dare alle future generazioni la speranza per l’ avvenire.

ENI e gli altri colossi dell’ energia sono diventati il vero governo del nostro Paese, e le Istituzioni nazionali e locali sono in gran parte asservite alle loro scelte, che porteranno al peggioramento della già drammatica crisi ambientale e a sempre maggiori pericoli per l’umanità intera.”

25/02: Presidio contro incidente raffineria API di Falconara

Il laboratorio Falkatraz insieme ai comitati Comitato Mal’aria – Falconara M. e Ondaverde, da tanto da troppo, storicamente, impegnati dal basso e in forma autorganizzata, in questa lunga e brutta storia, domani 25 febbraio invitano tutte e tutti ad un presidio in piazza del Municipio, davanti a Palazzo Bianchi alle ore 18.30 dopo i gravi fatti di oggi successi alla raffineria Api.

E’ necessario dare da parte di tutti e tutte un segnale. Noi non minimizziamo, non ci arrendiamo, non intendiamo più accettare questo stato di cose costellato da continue emergenze che rendono la vivibilità della nostra Città non più sostenibile…

A domani

Campagna Per il Clima Fuori dal Fossile

Assemblea nazionale AMBIENTE, CLIMA, ENERGIA, BOLLETTE

Costruiamo e proponiamo soluzioni dal basso da condividere ed applicare nella realtà per uscire dal fossile.

 ❗❗❗🌎 Cambiare la realtà opprimente che viviamo e smontare le narrazioni tossiche che portano all’inazione. Salvare il pianeta e noi stessi dal modello estrattivista delle grandi opere inutili e dannose è urgente e necessario.Ma non basta riunirsi, opporsi con le sole parole anche se importanti, dobbiamo costruire il futuro che vogliamo.L’alternativa non può venire dallo stesso sistema che ci opprime!

💪 Possiamo vincere le lotte ambientali, sociali, per la giustizia climatica solo organizzandole e vivendole in prima persona. È quello che cerchiamo di fare attraverso la campagna nazionale Per il Clima Fuori dal Fossile. Siamo comunità territoriali, comitati, realtà di lotta e cittadini che si battono per la giustizia climatica, la difesa degli ecosistemi e che lottano per uscire dal fossile, causa prima di devastazioni, inquinamenti climalteranti e danni alla salute

.⛽ Le politiche energetiche governative continuano a favorire le fonti fossili, con la costruzione di nuovi gasdotti, centrali a gas, l’autorizzazione a nuove trivellazioni e miliardi di incentivi o sgravi fiscali erogati ogni anno in favore di filiere energivore e inquinanti.

🚶‍♀🚶 Eppure essere movimento, camminare cambiando, praticare il conflitto, costruire la società a nostra misura, non è impossibile.Possiamo agire già da ora per costruire vertenze, spazi, comunità, energie ed economie alternative e dal basso.Facciamolo insieme!

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Ti invitiamo all’assemblea via web che abbiamo organizzato per il 26 gennaio, ore 17:30.Per partecipare invia una mail a perilclimafuoridalfossile@gmail.com
L’assemblea sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook
https://www.facebook.com/perilclimafuoridalfossile

21/11: Assemblea Generale a Falconara

Per il clima Fuori dal fossile 3.0, dal 2019 ad oggi, in Assemblea Generale il prossimo 21 NOVEMBRE A FALCONARA NELLE MARCHE.

Siamo una storia che scriviamo ogni giorno, uno spazio attivo di connessioni e relazioni, un luogo di partecipazione, elaborazione e azione, animato da comitati territoriali, giovani generazioni di attivisti per la giustizia climatica, esperienze storiche dell’ambientalismo insieme a nuove realtà di partecipazione attiva.

Per questo ci siamo riconosciuti come una CAMPAGNA NAZIONALE, quale misura di un percorso comune che salvaguarda le rispettive autonomie e le concentra verso obiettivi comuni: la messa in questione del sistema e del modo di produzione causa dell’attuale crisi ecologica economica pandemica epocale, e per questo FUORI DAL FOSSILE; ma anche PER IL CLIMA , nel prefigurare una giusta e diversa transizione ecologica che verta sul protagonismo dei movimenti per la giustizia sociale e climatica e di quelli insorgenti che rivendicano nuovi diritti e garanzie sul terreno del lavoro.

Oltre tre anni fa, agli inizi del 2019, abbiamo immaginato questa sfida, abbiamo seminato delle proposte, che poi hanno attraversato le mobilitazioni di marzo con la grande manifestazione di Roma per il clima e contro le grandi opere inutili e con l’insorgenza dei global climate strikes degli fff.

Successivamente abbiamo resistito e continuato le mobilitazioni nel pieno della pandemia e nell’era del lockdown e dello stato di emergenza. Ora sullo slancio di questa nuova fase di protagonismo dei movimenti avvertiamo la necessità di interrogarci sulle nuove prospettive, sui percorsi in grado di misurarsi con il contesto attuale e di mantenere sempre aperta la Campagna a nuovi compagn* di viaggio, sulle modalità attraverso cui è possibile rinforzare e sviluppare i nostri strumenti organizzativi.

IL FUTURO E’ NOSTRO, RIPRENDIAMOCELO

Programma Assemblea nazionale del 21/11

Il programma dettagliato della nostra Assemblea Generale di domenica 21 novembre a Falconara Marittima.

Qui in pdf https://www.inventati.org/…/2021/11/Assemblea-FDF-odg.pdf

H. 10,00: SALUTI E INTRODUZIONE ALL’ASSEMBLEAH.

10,30“IL CONTESTO GENERALE ALL’INTERNO DEL QUALE LA CAMPAGNA E’ CHIAMATA AD AGIRE: UN CONFRONTO SULLA FASE CHE STIAMO ATTRAVERSANDO

”FOCUS:La Campagna per il Clima Fuori dal Fossile è nata il 3 febbraio del 2019. E’, dunque, una Campagna giovane. Ma il tempo non è fatto solo di anni, mesi e giorni. Il tempo è fatto anche delle vicende umane che lo attraversano e che lo occupano. A poco più di un anno dalla sua nascita la Campagna ha dovuto fare i conti con la crisi pandemica e con le enormi problematiche che si sono riversate nella possibilità di intraprendere azioni comuni e collettive. Nonostante questo la Campagna è sopravvissuta e, anzi, è riuscita ad arricchirsi di nuove partecipazioni, di nuove iniziative e di nuovi contributi. Nel tempo trascorso da quando la Campagna ha preso vita il contesto generale si è profondamente modificato e la pandemia ha prodotto accelerazioni e precipitazioni poco tempo prima imprevedibili. A differenza di qualche anno fa, oggi il tema della transizione ecologica è oramai di “pubblico dominio”, spazia nella comunicazione mainstream, viene assunto dagli stessi responsabili del disastro ecologico del pianeta come dispositivo di legittimazione delle loro scelte e dei loro piani. Dietro al paravento della “transizione ecologica” si veicolano progetti e programmi che, in realtà, mantengono ben salda al centro delle strategie la salvaguardia dei profitti, gli adeguamenti necessari al sistema per sopravvivere, con il suo portato di distruzione e sfruttamento, nell’epoca della crisi climatica ed ambientale. Ma in questi anni anche la consapevolezza sociale dell’urgenza di cambiamenti radicali si è diffusa, ha preso corpo ed ha espresso una ricca molteplicità di forme di opposizione e contrasto alle politiche di devastazione ambientale e sociale. Quale lettura diamo del contesto generale dentro cui la Campagna dovrà muoversi nei prossimi mesi? Come sottrarsi al costante tentativo di recuperare il tema della transizione ecologica dentro progetti e programmi che vanno in tutt’altra direzione? Come garantire l’autonomia dei nostri percorsi e delle nostre proposte? Come legare sempre di più nella pratica gli obiettivi specifici della Campagna ad una visione più generale che investe il complessivo modello di produzione? Alla luce delle riflessioni che svilupperemo insieme La Campagna per il Clima Fuori dal Fossile pone all’ordine del giorno dell’assemblea anche la necessità di procedere insieme ad una rilettura e aggiornamento del manifesto fondativo. Non è solo una questione di contenuti, ma anche di metodo: la Campagna è una realtà dinamica che vuole misurarsi costantemente con i cambiamenti che investono il contesto all’interno del quale si trova ad agire e con i riflessi che tali cambiamenti producono nelle prospettive e nelle strategie di perseguimento degli obiettivi.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI°°°°°°

H. 12,30“LAVORO, REDDITO, SALUTE E AMBIENTE: ESPERIENZE DI RICOMPOSIZIONE NELLA COMUNE BATTAGLIA PER IL CLIMA CONTRO IL FOSSILE”

FOCUS:Il precipitare della crisi climatica e ambientale, il tempo sempre più breve che ci separa dal punto di non ritorno, apre crepe sempre più profonde in quella parete divisoria che per lungo tempo è stata strumentalmente interposta tra la sfera dei bisogni connessi al reddito ed al lavoro e la sfera dei bisogni connessi alla salute ed alla tutela ambientale. Anche su questo versante si diffondono sempre di più nuove consapevolezze e sperimentazioni che individuano nel legame tra garanzia del reddito e del lavoro ed una reale transizione ecologica un passaggio ineludibile. L’uscita dal fossile ed un cambiamento radicale delle politiche energetiche investono inevitabilmente la sfera della produzione: per questo rompere il ricatto dei licenziamenti e della mancanza di reddito è fondamentale per vincere la battaglia. La necessaria garanzia delle condizioni materiali di esistenza all’interno dei percorsi di fuoriuscita dal fossile e di salvaguardia climatica impone di interrogarci sui passaggi che possono incrementare le sperimentazioni di ricomposizione tra garanzia del reddito, diretto e indiretto, e garanzia della salute e dell’ambiente. Questo significa anche interrogarsi sul contesto di crisi economica che sta colpendo duramente le fasce sociali con un grave e repentino innalzamento dei prezzi e dei costi delle bollette e con la nuova ondata di privatizzazioni orchestrata con il Disegno di Legge sulla concorrenza ed il mercato.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI

H. 14,00 – 14,45: PAUSA PRANZO°°°°°°H.

14,45“ESPERIENZE MATURATE NELLA LOTTA PER LA GIUSTIZIA CLIMATICA. PROSPETTIVE DELLA CAMPAGNA E PROPOSTE PER LE INIZIATIVE FUTURE”

FOCUS: Come abbiamo scritto nell’appello di indizione dell’assemblea “siamo una storia che scriviamo ogni giorno”: in questa “scrittura” ci poniamo permanentemente il problema di come allargare la Campagna e di come diffonderne i terreni di lotta. Nel confronto assembleare è necessario tracciare insieme le coordinate con le quali pensiamo di affrontare i prossimi mesi di attività ed iniziative. In particolare: 1) Quali possono essere i percorsi di allargamento della Campagna, il che significa interrogarsi non su come allunghiamo la lista delle adesioni, ma su come estendiamo le connessioni reali e fattive con altre realtà in lotta che condividono gli obiettivi della Campagna e la visione all’interno della quale tali obiettivi si collocano. In questa prospettiva è importante anche mettere in cantiere una call/webinar nazionale, che consentirebbe la connessione e la partecipazione anche a situazioni territorialmente distanti e dove potremmo socializzare le nostre proposte e prospettive; 2) Quali sono i terreni che nel breve e medio periodo individuiamo come primari nello sviluppo delle lotte contro il fossile e in difesa del clima; 3) Quali sono le prossime iniziative che, alla luce dell’analisi del contesto in cui ci muoviamo, pensiamo di calendarizzare nei prossimi mesi in un’ottica di progressione della nostra capacità di intervento; 4) Come riusciamo, alla luce della dimensione territorializzata delle realtà che compongono la Campagna, a qualificare e potenziare le iniziative “sincronizzate”, in grado di connettere all’interno dello stesso spazio temporale e comunicativo momenti di lotta diffusi a livello territoriale; 5) Quali sono le possibili interconnessioni con altre campagne e realtà in lotta e quali sono i passaggi attraverso cui tali connessioni possono essere costruite e rese fattive.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI°°°°°°

H. 17,30“GLI ASSETTI ORGANIZZATIVI DELLA CAMPAGNA”FOCUS

:Ovviamente obiettivi e prospettive rischiano di restare lettera morta o, comunque, di esprimere solo parzialmente il proprio potenziale, se la Campagna non affina e non ottimizza il proprio impianto organizzativo. L’assemblea deve essere l’occasione per rivedere le modalità di funzionamento interno della Campagna e, in particolare, per potenziare i propri strumenti di comunicazione all’esterno. Su questo versante abbiamo conseguito nel tempo risultati importanti, ma c’è ancora molto che possiamo fare sia qualificando gli strumenti sotto il profilo tecnico, sia ampliando i livelli di responsabilizzazione e compartecipazione di tutti noi nelle attività di comunicazione e diffusione della Campagna.

INTRODUZIONE, DISCUSSIONE E SINTESI°°°°°°

H. 18,30 CONCLUSIONI

PS: RINGRAZIAMO Nicola Gobbi, illustratore e fumettista, per la bellissima immagine di copertinaPS2: Gli ampi spazi del FabLab di via del commercio 4, che ospitano l’evento, consentono la capienza di circa cento persone, nel rispetto delle precauzioni sul covid. E’ consigliata la prenotazione per chi intende partecipare alla giornata nella sua interezza e soprattutto fruire del pranzo con menu’ anche vegano.

Per ulteriori info e prenotazioni scrivete alla nostra pagina facebook oppure a falkatrazonlus@gmail.com

Gemellaggio Sulmona-Messico per il clima

DUE GASDOTTI, UN GEMELLAGGIO SULMONA-MESSICO PER IL CLIMADOMANI 1° NOVEMBRE ORE 10 CONFERENZA STAMPA E SIT-IN NO SNAM A CASE PENTE A SULMONA PER SANCIRE IL GEMELLAGGIO CON IL FRONTE DEI POPOLI MESSICANOSARÀ PRESENTE MARICHUY, LA PORTAVOCE DEL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO ASSIEME A UNA DELEGAZIONE DI ATTIVISTI CHE IN MESSICO, LOTTA PER LA DIFESA DELLA TERRA DA UN GASDOTTO SIMILE A QUELLO DI SULMONAUN GEMELLAGGIO TRA SULMONA E IL FRONTE DEI POPOLI MESSICANO IN DIFESA DEL CLIMA

Lunedì 1º novembre 2021 alle ore 10.00 in località Case Pente a Sulmona si terrà un sit-in contro la Centrale Snam e il gasdotto Sulmona-Foligno. All’iniziativa prenderà parte anche una delegazione del Consiglio Nazionale Indigeno Messicano – CNI che sta effettuando un viaggio di conoscenza e amicizia in Europa e che toccherà, per l’occasione, anche la Valle Peligna. Della delegazione del CNI che sta viaggiando nel nostro Continente fanno parte anche rappresentanti del Fronte dei popoli in difesa della terra e dell’acqua di Morelos, Puebla e Tlaxcala – FPDTA, un gruppo di attivisti indigeni di diverse comunità messicane impegnato per la difesa del territorio dal mega progetto PIM (Progetto Integrale Morelos). Il Progetto Integrale Morelos (PIM), iniziato nel 2011, consiste nella realizzazione di un gasdotto e di varie opere accessorie. Lungo 160 chilometri, il gasdotto attraversa 24 comunità negli stati di Morelos, Puebla e Tlaxcala, per trasportare 320 milioni di metri cubi di gas al giorno per un periodo di 25 anni. Include due centrali termoelettriche a ciclo combinato a Huexca e Morelos, una linea elettrica di 20 chilometri fino alla sottostazione Yautepec nello stato del Morelos e un acquedotto da Cuautla a Huexca. Questi lavori hanno comportato un investimento totale di 1,6 miliardi di dollari, con 270 milioni destinati alla costruzione del solo gasdotto. Il PIM, fortemente voluto dal governo messicano, è stato promosso dalle imprese spagnole Abengoa, Elecnor ed Enagas e dall’italiana Bonatti, incaricata della costruzione del gasdotto Tula-Tuxpan; l’intero progetto comporterebbe seriamente la biodiversità del territorio e la sopravvivenza delle stesse comunità locali.

Tra i movimenti il Progetto di Morelos è accostato spesso al progetto Linea Adriatica per le lacune che presenta sia dal punto di vista procedurale sia dal punto di vista realizzativo e dei rischi connessi alla popolazione locale. È opportuno ricordare che, negli scorsi anni, un attivista indigeno del Fronte, Samir Flores Soberanes, è stato ucciso durante un’azione di resistenza al PIM alcuni giorni dopo una sua dichiarazione pubblica in cui faceva i nomi delle imprese coinvolte nel mega-progetto infrastrutturale.

Al termine del sit-in (che convochiamo – oltre per accogliere gli amici indigeni messicani, anche per ribadire la nostra contrarietà al progetto Linea Adriatica e il sostegno al ricorso presentato in estate), sigleremo un gemellaggio tra noi Comitati Cittadini per l’Ambiente di Sulmona/Coordinamento No Hub del Gas e il Fronte dei popoli in difesa della terra e dell’acqua di Morelos, Puebla e Tlaxcala nel segno della lotta comune in difesa dei nostri territori dall’aggressione da parte delle multinazionali del fossile.L’ iniziativa è aperta alla partecipazione di tutti i cittadini e sarà introdotta da una conferenza stampa per la quale si invitano le testate giornalistiche a essere presenti. In caso di maltempo l’iniziativa si terrà presso l’Auditorium San Panfilo del Centro Pastorale Diocesano in viale Roosvelt n. 10 a Sulmona; per accedere all’Auditorium sarà necessario esibire il green pass. Saranno rispettate tutte le cautele legate al Covid.

Comitati Cittadini per l’Ambiente Sulmona

Coordinamento No Hub del Gas Abruzzo

LAPAZ Macroarea Italia Centrale

Manifestazione 9 ottobre Roma: Basta greenwashing

BASTA BUGIE, FERMIAMO IL GREENWASHING, PORTIAMO IN PIAZZA LA GIUSTA TRANSIZIONE!MANIFESTAZIONE A ROMA SABATO 9 OTTOBRE DALLE ORE 11 DAVANTI AL MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA via Cristoforo Colombo 14 – RomaLa crisi climatica ed ecologica è qui e ora! I disastri ambientali sono all’ordine del giorno, gli ecosistemi sono sempre più compromessi.
Questo modello di sviluppo divora ogni risorsa naturale e soffoca tanto
le capacità economiche dei lavoratori quanto la qualità della vita di ogni individuo, aggredendone violentemente
tutti i diritti.
La riconversione ecologica deve essere radicale e immediata, ma governi e multinazionali continuano ad osteggiarla, anteponendo ad essa l’irrinunciabile priorità dei loro profitti ed interessi.
Di fronte a tali urgenze, mentre si susseguono i soliti ed
inconcludenti vertici internazionali, i governi italiani degli
ultimi anni si rivelano tra i più succubi delle lobby del
fossile e dei grandi gruppi industriali.
Il Ministro Cingolani, l’uomo incaricato di portarci fuori dalla crisi climatica si
scaglia contro gli ambientalisti “radicalchic” e porta avanti politiche in netto contrasto con le indicazioni
drammaticamente stringenti dell’IPCC.
Nessuna iniziativa verso l’incremento delle fonti rinnovabili, verso le bonifiche dei siti altamente inquinati, né in favore delle nascenti “comunità energetiche”, e nemmeno in favore dei tanti progetti alternativi ed ecologici proposti da comitati, lavoratori e cittadini.
Assistiamo invece, nelle dichiarazioni del ministro, a continui interventi a favore di nuovi gasdotti e centrali turbogas, idrogeno blu, CCS, trivellazioni, grandi opere inutili, non ultimo persino le proposte di ritorno al nucleare.
È in atto un continuo GREENWASHING, diventato pratica istituzionale per coprire i “regali” fatti al fossile: 20 miliardi all’anno in favore delle multinazionali di gas e petrolio.
Per questo la campagna Nazionale Per il Clima Fuori Dal Fossile, RECLAMA, proprio davanti ai palazzi del potere, un immediato e radicale cambio di passo e, se necessario, le dimissioni del Ministro Cingolani.
Se il Ministero della Transizione Ecologica non ha intenzione di ascoltare i territori, saranno i territori a farsi ascoltare.

Qui il manifesto in PDF