Noi al People’s Summit della Cop26 di Glasgow: si parla di cause climatiche contro i Governi.

La nostra sessione di ieri nel Panel ufficiale del People’s Summit alla Cop26 di Glasgow: si parla di cause climatiche contro i Governi.

Dopo un passaggio di testimone tra la preCop di Milano, descritta da Sergio di Fridays for Future Milano, gli studenti dell’ IISS Ferdinando di Mesagne della redazione di emergenzaclimatica.it presentano in video i diversi modi di agire amministrativo per la giustizia climatica:

1. Con strumenti amministrativi di partecipazione: gli studenti illustrano:

a livello locale: le osservazioni alle Valutazioni di Impatto Ambientale delle singole opere (vedi per conversione a gas di Enel Cerano);

a livello nazionale con le consultazioni per piani e strategia, come la metanizzazione della Sardegna, alla Strategia Nazionale sull’Idrogeno o al Pitesai;

a livello europeo come le numerose “Have your say” a cui abbiamo partecipato come Think Tank registrato presso il Registro di Trasparenza della Commissione Europea, sulle proposte di direttiva sul metano, sulle perdite di metano, sulle energie rinnovabili da biomasse forestali ed altre.

2. Con strumenti di litigazione giuridica: vengono presentati:

la causa civile Xylella contro lo Stato Italiano, con video della prof. Margherita Ciervo, coordinata da Attuare la Costituzione;

la vittoria alla Corte Europea dei Diritti Umani della causa per Taranto del 2019

– Sara Mead di Urgenda e la causa vinta contro l’Olanda

– Lisa Goeldner di Greenpeace Germany e la causa contro lo Stato tedesco che ha dovuto alzare i suoi impegni climatici

– Gerry Liston di GLAN e la causa Youth4Climate di sei ragazzi portoghesi contro i 32 Stati dell’Unione Europea

– la causa italiana di Giudizio Universale, con Lucie Greyl di A Sud e le strategie di comunicazione.

Un evento propositivo che ha dimostrato che fare cause climatiche ai Governi è uno strumento vincente che apre una nuova frontiera per la lotta ai cambiamenti climatici, che serve come pungolo per condizionare le scelte politiche dei governi verso la vera transizione ecologica a dimensione degli attuali bisogni dei popoli e degli esseri viventi che abitano la Terra.

Qui, alla Cop26, i potenti hanno solo fatto vetrina con promesse da marinaio per il futuro.

Insomma hanno promesso una sorta di “libro dei sogni” ma senza considerare la vera emergenza: il solito blah blah blah delle ultime Cop.

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